Create an account
Welcome! Register for an account
La password verrà inviata via email.
Recupero della password
Recupera la tua password
La password verrà inviata via email.
-
- container colonna1
- Categorie
- #iorestoacasa
- Agenda
- Archeologia
- Architettura
- Arte antica
- Arte contemporanea
- Arte moderna
- Arti performative
- Attualità
- Bandi e concorsi
- Beni culturali
- Cinema
- Contest
- Danza
- Design
- Diritto
- Eventi
- Fiere e manifestazioni
- Film e serie tv
- Formazione
- Fotografia
- Libri ed editoria
- Mercato
- MIC Ministero della Cultura
- Moda
- Musei
- Musica
- Opening
- Personaggi
- Politica e opinioni
- Street Art
- Teatro
- Viaggi
- Categorie
- container colonna2
- container colonna1
Su proposta del direttore Aaron Betsky, il Cda della Biennale di Venezia, presieduto da Paolo Baratta, ha attribuito il Leone d’oro alla carriera dell’11. Mostra Internazionale di Architettura a Frank Gehry. “Frank Gehry – scrive Aaron Betsky nella motivazione – ha trasformato l’architettura moderna. L’ha liberata dai confini della ‘scatola’ e dai limiti delle comuni pratiche costruttive. Tanto sperimentale quanto le pratiche artistiche che l’hanno ispirata, l’architettura di Gehry è il vero moderno modello per un’architettura oltre il costruire”. Il Cda ha ricordato anche l’importante presenza che l’opera di Gehry avrà a Venezia con il Venice Gateway, porta d’acqua per la città lagunare, che collegherà l’isola all’aeroporto. Assegnato inoltre – nella ricorrenza del 500° anniversario della nascita di Andrea Palladio – uno speciale Leone d’oro alla carriera a uno storico dell’architettura, l’americano James S. Ackermann, decano degli storici dell’architettura del Rinascimento, uno degli studiosi che hanno creato la moderna storia dell’architettura, autore di due monografie fra le più importanti dedicate a Michelangelo e Andrea Palladio.
articoli correlati
Serpentine Pavilion, nel 2008 tocca a Frank Gehry
Che cosa ci tocca sentire…”ha liberato l’architettura dalla scatola”… diciamo che l’ha liberata dalla forma. La sua infatti è un’architettura informe. Gehry come i trogloditi che rivestivano di frasche gli spazi per vivere: ha infatti liquidato in un sol colpo seimila anni di civiltà urbana.