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BP perennemente in tempesta, anche nei rapporti di partnership con la Tate, ma che di certo sa in qualche modo “farsi perdonare” per le sue attività non propriamente green, con il supporto dell’arte. E il BP Portrait Award, uno dei concorsi più celebri del Regno Unito per la pittura, quest’anno arrivato alla sua 34esima edizione, non ha lasciato indifferenti nemmeno stavota.
A vincere è stata l’artista statunitense Susanne du Toit, cittadina inglese dal 1994, con un dipinto che raffigura il suo figlio maggiore, 35 anni, in posa con le mani conserte, messe in primo piano sulla tela. Un dipinto che è stato descritto da Sandy Nairne, direttore del NPG e presidente della giuria, come “semplice ma eccezionale”. La cerimonia, che si è svolta alla National Portrait Gallery, ha premiato l’artista con un riconoscimento di 30mila sterline e un premio di commissione da 5mila, ancora da decidere. Dal suo studio di Berkshire, il ritratto del figlio della Du Toit è parte di una serie di ritratti della sua famiglia: «Gli ho permesso di trovare la propria posa con una condizione: dovevo vedere le sue mani, perché sono essenziali nel comunicare la personalità. Guardo al corpo per fornire una maggiore espressione del volto» ha spiegato l’artista, anche se lo sguardo qui è decisamente evitato, in un carattere più riflessivo. Ora i 55 ritratti scelti dalla commissione BP sono in mostra alla National Portrait Gallery fino al 15 settembre, per bissare anche il successo di pubblico dello scorso anno, quando varcarono le soglie dell’esposizione qualcosa come 255mila visitatori.