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Carin Grudda – Il peso e la sua leggerezza
In mostra le opere pittoriche e grafiche, mentre il centro storico cittadino sarà lo scenario ideale per un viaggio tra le imponenti sculture in bronzo dell’artista di Gundensberg, creature fantastiche di un mondo popolato da animali e personaggi simbolici, nati dall’immaginazione della Grudda.
Comunicato stampa
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Inaugura giovedì 07 settembre in occasione della 40+1 Rassegna dell’Artigianato Pinerolese presso la Galleria Losano Associazione Arte e Cultura la mostra “Il peso e la sua leggerezza”, una personale dell’artista tedesca Carin Grudda, dove verranno esposti una selezione di dipinti, grafiche e sculture, della recente produzione artistica.
All’interno della sede di Via Savoia, 33 verranno esposte le opere pittoriche e grafiche, mentre le più importanti aree pedonali del centro storico cittadino saranno lo scenario ideale per un viaggio tra le imponenti sculture in bronzo dell’artista di Gundensberg, creature fantastiche di un mondo popolato da animali e personaggi simbolici, nati dall’immaginazione della Grudda. Le sue sculture non nascono solamente per essere osservate, ma hanno la particolarità di essere vissute e fruibili in un percorso espositivo destinato a coinvolgere il pubblico che vorrà proseguire, anche solo per un attimo, la fantastica storia che ne ha ispirato la modellazione.
I grandi bronzi dell’artista tedesca, evocano infatti un’atmosfera sospesa e sognante e popolano una storia dove i protagonisti sono cani, uccelli, giullari, re e ballerine, caratterizzati da tratti essenziali e quasi infantili, con forme scomposte in un giocoso rimando al Dada. I colori sono brillanti e vivaci, dominati da un turchese intenso e “fiabesco”, decorato con dettagli dorati e disseminati di misteriosi ed evocativi segni grafici.
La mostra cercherà di sorprendere il visitatore che vorrà trovare una risposta al quesito presente nel testo di presentazione della mostra:
Quanto pesa la scultura di Papaghena fusa in bronzo?
Centinaia e centinaia di chili. Eppure è leggerissima, sembra addirittura volare.
Questa è la magia di Carin Grudda, utilizzare materiali densi e massicci, o segnati dall’usura e dal tempo per dare vita a creature nuove, che si muovono leggere e libere e portano al mondo la loro bellezza, la loro innocenza, il loro cuore.
Metafora potente della nostra esistenza in cui le cose più profonde, più serie, più pesanti, possono essere espresse nella loro essenza più vera solo attraverso la leggerezza.
Leggerezza che però sa anche farsi forza, quando le forme si accrescono e si fanno grandi per sostenere l’abbraccio dei bambini, che riconoscono l’anima di queste creature e le abbracciano, le accarezzano, le cavalcano, si appoggiano a loro… a Pegasus, Blau Miao o Papaghena.
Quest’ultima poi ha occhi e naso, ma niente bocca. La sua voce è affidata al canto dell’uccello posato sul suo capo e a quello, più minuto, appollaiato sul piede. Per Carin questi animali belli ed eleganti non sono che piccoli angeli, cantori di cose celesti, dal cielo alla terra, dai piedi alla testa.
Estratto dal testo a cura di M. Damiano
Note biografiche
Artista di levatura internazionale, Carin Grudda nasce nel 1953 a Gudensberg vicino a Kassel (Germania ovest). Nel 1991 vince una borsa di studio per Miami presso lo South Florida Art Center: grazie a questa esperienza i suoi lavori si orientano verso grandi forme di “pittura a gruppo”, ossia di immagini che consistono in parti autonome di varie misure che si uniscono poi in un solo grande soggetto. Nel 1992, durante una borsa di studio in disegno artistico sponsorizzato da Saxony a Lipsia, Grudda apprende la tecnica dell’acquaforte e della punta secca, che adatta e continua a sviluppare ancora oggi in maniera personale. Nel 1993 Grudda si trasferisce a Ingelheim sul fiume Reno dove crea i Blaubilder, ossia cicli di grossi lavori che decide poi di modificare tagliandoli in pezzi di differente grandezza. Negli anni l’artista si dedica a realizzare i suoi quadri su differenti superfici. Nel 1998 conosce il fonditore romano Caporrella nella cui fonderia realizzerà, successivamente, numerose sculture in bronzo i cui soggetti varieranno dalle serie naturalistiche di piccole lumache a monumentali Blau-Miau. In seguito a sempre più numerosi e importanti lavori in bronzo in Italia, Grudda decide di trasferirsi in Liguria, nel borgo di Lingueglietta, dove tuttora vive, animando il Parco di sculture "Tra i Mondi", da lei ideato e gestito e sede del suo atelier. In Toscana e poi a Roma, perfeziona tutte le tecniche relative alla lavorazione del bronzo. Conosce e collabora con grandi artisti come Daniel Spoerri, Luciano Castello, Nunzio, Arman e Tommaso Cascella. L'artista lascia la sua "impronta" da Roma a Kassel, dalla vicina San Lorenzo al mare a Prato, dove ha concluso recentemente una personale al Centro Pecci.
Il percorso artistico di Carin Grudda, segnato da decine di partecipazioni e mostre personali in tutta Europa, ottiene un prestigioso riconoscimento e apprezzamento internazionale con la selezione per la LIV Biennale di Venezia nel 2011.
All’interno della sede di Via Savoia, 33 verranno esposte le opere pittoriche e grafiche, mentre le più importanti aree pedonali del centro storico cittadino saranno lo scenario ideale per un viaggio tra le imponenti sculture in bronzo dell’artista di Gundensberg, creature fantastiche di un mondo popolato da animali e personaggi simbolici, nati dall’immaginazione della Grudda. Le sue sculture non nascono solamente per essere osservate, ma hanno la particolarità di essere vissute e fruibili in un percorso espositivo destinato a coinvolgere il pubblico che vorrà proseguire, anche solo per un attimo, la fantastica storia che ne ha ispirato la modellazione.
I grandi bronzi dell’artista tedesca, evocano infatti un’atmosfera sospesa e sognante e popolano una storia dove i protagonisti sono cani, uccelli, giullari, re e ballerine, caratterizzati da tratti essenziali e quasi infantili, con forme scomposte in un giocoso rimando al Dada. I colori sono brillanti e vivaci, dominati da un turchese intenso e “fiabesco”, decorato con dettagli dorati e disseminati di misteriosi ed evocativi segni grafici.
La mostra cercherà di sorprendere il visitatore che vorrà trovare una risposta al quesito presente nel testo di presentazione della mostra:
Quanto pesa la scultura di Papaghena fusa in bronzo?
Centinaia e centinaia di chili. Eppure è leggerissima, sembra addirittura volare.
Questa è la magia di Carin Grudda, utilizzare materiali densi e massicci, o segnati dall’usura e dal tempo per dare vita a creature nuove, che si muovono leggere e libere e portano al mondo la loro bellezza, la loro innocenza, il loro cuore.
Metafora potente della nostra esistenza in cui le cose più profonde, più serie, più pesanti, possono essere espresse nella loro essenza più vera solo attraverso la leggerezza.
Leggerezza che però sa anche farsi forza, quando le forme si accrescono e si fanno grandi per sostenere l’abbraccio dei bambini, che riconoscono l’anima di queste creature e le abbracciano, le accarezzano, le cavalcano, si appoggiano a loro… a Pegasus, Blau Miao o Papaghena.
Quest’ultima poi ha occhi e naso, ma niente bocca. La sua voce è affidata al canto dell’uccello posato sul suo capo e a quello, più minuto, appollaiato sul piede. Per Carin questi animali belli ed eleganti non sono che piccoli angeli, cantori di cose celesti, dal cielo alla terra, dai piedi alla testa.
Estratto dal testo a cura di M. Damiano
Note biografiche
Artista di levatura internazionale, Carin Grudda nasce nel 1953 a Gudensberg vicino a Kassel (Germania ovest). Nel 1991 vince una borsa di studio per Miami presso lo South Florida Art Center: grazie a questa esperienza i suoi lavori si orientano verso grandi forme di “pittura a gruppo”, ossia di immagini che consistono in parti autonome di varie misure che si uniscono poi in un solo grande soggetto. Nel 1992, durante una borsa di studio in disegno artistico sponsorizzato da Saxony a Lipsia, Grudda apprende la tecnica dell’acquaforte e della punta secca, che adatta e continua a sviluppare ancora oggi in maniera personale. Nel 1993 Grudda si trasferisce a Ingelheim sul fiume Reno dove crea i Blaubilder, ossia cicli di grossi lavori che decide poi di modificare tagliandoli in pezzi di differente grandezza. Negli anni l’artista si dedica a realizzare i suoi quadri su differenti superfici. Nel 1998 conosce il fonditore romano Caporrella nella cui fonderia realizzerà, successivamente, numerose sculture in bronzo i cui soggetti varieranno dalle serie naturalistiche di piccole lumache a monumentali Blau-Miau. In seguito a sempre più numerosi e importanti lavori in bronzo in Italia, Grudda decide di trasferirsi in Liguria, nel borgo di Lingueglietta, dove tuttora vive, animando il Parco di sculture "Tra i Mondi", da lei ideato e gestito e sede del suo atelier. In Toscana e poi a Roma, perfeziona tutte le tecniche relative alla lavorazione del bronzo. Conosce e collabora con grandi artisti come Daniel Spoerri, Luciano Castello, Nunzio, Arman e Tommaso Cascella. L'artista lascia la sua "impronta" da Roma a Kassel, dalla vicina San Lorenzo al mare a Prato, dove ha concluso recentemente una personale al Centro Pecci.
Il percorso artistico di Carin Grudda, segnato da decine di partecipazioni e mostre personali in tutta Europa, ottiene un prestigioso riconoscimento e apprezzamento internazionale con la selezione per la LIV Biennale di Venezia nel 2011.
07
settembre 2017
Carin Grudda – Il peso e la sua leggerezza
Dal 07 settembre al 15 ottobre 2017
arte contemporanea
Location
GALLERIA LOSANO ASSOCIAZIONE ARTE E CULTURA
Pinerolo, Via Savoia, 33, (Torino)
Pinerolo, Via Savoia, 33, (Torino)
Orario di apertura
Feriali: 16-19
Sabato e festivi: 10-12 e 16-19
Lunedì Chiuso
Vernissage
7 Settembre 2017, Ore 18.00
Autore