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Ennio Bencini – Le credibili tracce
L’artista italiano presenta in questa mostra opere dove frammenti dovutamente assemblati realizzano libere forme in un intreccio di materia e reperti; il colore accentua il divario buio-luce di ogni lavoro e genera una meditazione religiosa e filosofica.
Comunicato stampa
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“FRONTIERA” si avvia ad essere, in una città come Firenze, lo specchio di un’arte giovane e non, ma assolutamente in movimento, iperfuturibile, bastevole a centrare il cuore della comunicazione estetica. E’ così che questo progetto, ideato e diretto dall’illustre Storico dell’Arte Moderna e Contemporanea Prof. Carlo Franza, figura di piano internazionale, diventa anzitutto una sorta di termometro vero della spettacolarità e della storicità dell’arte nuova, ma soprattutto si fa bussola in un mare di proposizioni della cultura e delle arti. E’ finito il tempo delle utopie e delle ideologie. Il nuovo secolo vive tensivamente la realtà, quella quotidiana in cui inciampa ogni comune mortale. Si vuole nuovamente, e in modo accelerato, operare “futuristicamente” in una ricostruzione dell’universo. L’arte è anche un’arma politica, nel senso di volgersi verso una politica delle arti e verso le arti della politica. Frontiera è un punto di partenza. “Frontiera” trova così ogni volta coinvolti sei artisti con sei mostre personali. I nuovi sei a seguire in questo percorso sono Michele Tria, Maria Pia Sapenza, Ennio Bencini, Licia Mantovani, Maurizia Frulli, Rossella Baldecchi.
All’apertura ci sarà una prolusione dell’illustre Storico dell’Arte Contemporanea Prof. Carlo Franza curatore delle mostre, la presenza degli Artisti che firmeranno i cataloghi, personalizzandoli, e la partecipazione di intellettuali.
Scrive Carlo Franza nel testo: “Non è nuova la vicenda e il percorso artistico di Ennio Bencini, anzi l’artista italiano vive oggi il clima della maturità, per via del substrato di notevole cultura e il carattere religioso e morale che da tempo attraversa epidermicamente il suo dipingere. Il tratto iconico vive significativamente attraverso il simbolo, diventato un po’ il cuore pulsante di ogni suo lavoro. E’ pur vero che Bencini da tempo insiste, sia pure per capitoli, oltre che su una concezione e uno stile di fare arte, anche su frammenti dovutamente assemblati ove realizza libere forme d’arte in un intreccio di materia e reperti. E si è pure sommersi dal divario buio-luce di ogni lavoro, capace di farsi generatore di una meditazione religiosa e filosofica; ma la luce poi si frantuma per incenerire la vita e portarla verso quella nuova esistenza affidata tutta al simbolo. Se ne deduce una sorta di lettura artistica in cui il sacro vive un sentimento forte. Ogni opera si libera dalla chiusa prigione dell’attimo e si pone in relazione con l’infinità dell’eterno. Persino quelle costruzioni geometriche, il tempio casa, il dolore come passione e traccia, il sangue, le spine, i chiodi, ogni segnale diventa carattere e simbolo non di un gioco surreale, quanto di un ordine di significati e di mutazioni che lo giustificano “cult writer” nel senso sa difendere l’espressione intellettuale dell’arte in contrapposizione a quella semplicemente pittorica. La sua arte diventa un matrimonio di simboli tra terra e cielo, con un processo in cui ogni lavoro offre una sorta di pietra filosofale, un centro di gravità ed anche un centro di mistero. Ma ogni opera, ogni costruzione, fiorisce di un meccanismo dinamico e un gioco di virtuale leggerezza e immaginazione, ultimo tentativo il suo di aver capito il mondo che ci sfugge, malgrado la pienezza delle parole, le descriptio sussurrate e le stazioni di meditazioni. La solennità iconica di Bencini non ci sottrae alla fine d’un viaggio e d’un clima tutto di paradiso, quella piccola eternità che egli di volta in volta ci porge, fatta di respiro e di ansia, di aneliti e confidenze, di materia e colore, e soprattutto di luci, fibre ornamentali coltivate con pudore ”.
Biografia dell’artista
Ennio Bencini è nato a Forlì nel 1942 da genitori toscani, il padre è stato apprezzato pittore di tradizione macchiaiola. Poi la famiglia si è trasferita ad Arezzo e l’artista ha qui potuto frequentare l’Istituto d’Arte. Nel 1962 inizia la sua attività di docente di disegno e storia dell’arte nelle scuole statali. Dal 1972 vive in Lombardia, prima a Milano, oggi a Bellusco. Innumerevoli, fin al 1969, le mostre d’arte sia personali che collettive, che lo hanno imposto alla critica più qualificata. Sue opere in collezioni italiane ed estere come in prestigiosi Musei del mondo. Nel 1991 esce da Mazzotta a cura di Marco Lorandi una sua monografia. Nel 2008 vince, segnalato dall’illustre critico Prof. Carlo Franza, il Premio delle Arti Premio della Cultura , XX edizione.
Biografia del curatore
Carlo Franza è uno Storico dell’Arte Moderna e Contemporanea, italiano. Nato ad Alessano (Lecce) nel 1949, è vissuto dal 1959 al 1980 a Roma dove ha studiato e conseguito tre lauree all’Università Statale La Sapienza (Lettere, Sociologia e Filosofia); dal 1980 è a Milano dove tuttora risiede. Professore Straordinario di Storia dell’Arte Moderna e Contemporanea, Ordinario di Lingua e Letteratura Italiana. Visiting Professor nell’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano e in altre numerose Università Estere. E’ stato indicato dal “Times” fra i dieci critici d’arte più importanti d’Europa. Giornalista, critico d’arte dal 1974 a “Il Giornale”di Indro Montanelli, oggi a “Libero” fondato e diretto da Vittorio Feltri. Ha al suo attivo decine di libri fondamentali e migliaia di pubblicazioni e cataloghi con presentazioni di mostre. Si è interessato dei più importanti artisti del mondo dei quali ne ha curato prestigiosissime mostre. Dal 2001 al 2007 è stato Consulente del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. E’ fondatore e direttore del Mimac della Fondazione Don Tonino Bello.
All’apertura ci sarà una prolusione dell’illustre Storico dell’Arte Contemporanea Prof. Carlo Franza curatore delle mostre, la presenza degli Artisti che firmeranno i cataloghi, personalizzandoli, e la partecipazione di intellettuali.
Scrive Carlo Franza nel testo: “Non è nuova la vicenda e il percorso artistico di Ennio Bencini, anzi l’artista italiano vive oggi il clima della maturità, per via del substrato di notevole cultura e il carattere religioso e morale che da tempo attraversa epidermicamente il suo dipingere. Il tratto iconico vive significativamente attraverso il simbolo, diventato un po’ il cuore pulsante di ogni suo lavoro. E’ pur vero che Bencini da tempo insiste, sia pure per capitoli, oltre che su una concezione e uno stile di fare arte, anche su frammenti dovutamente assemblati ove realizza libere forme d’arte in un intreccio di materia e reperti. E si è pure sommersi dal divario buio-luce di ogni lavoro, capace di farsi generatore di una meditazione religiosa e filosofica; ma la luce poi si frantuma per incenerire la vita e portarla verso quella nuova esistenza affidata tutta al simbolo. Se ne deduce una sorta di lettura artistica in cui il sacro vive un sentimento forte. Ogni opera si libera dalla chiusa prigione dell’attimo e si pone in relazione con l’infinità dell’eterno. Persino quelle costruzioni geometriche, il tempio casa, il dolore come passione e traccia, il sangue, le spine, i chiodi, ogni segnale diventa carattere e simbolo non di un gioco surreale, quanto di un ordine di significati e di mutazioni che lo giustificano “cult writer” nel senso sa difendere l’espressione intellettuale dell’arte in contrapposizione a quella semplicemente pittorica. La sua arte diventa un matrimonio di simboli tra terra e cielo, con un processo in cui ogni lavoro offre una sorta di pietra filosofale, un centro di gravità ed anche un centro di mistero. Ma ogni opera, ogni costruzione, fiorisce di un meccanismo dinamico e un gioco di virtuale leggerezza e immaginazione, ultimo tentativo il suo di aver capito il mondo che ci sfugge, malgrado la pienezza delle parole, le descriptio sussurrate e le stazioni di meditazioni. La solennità iconica di Bencini non ci sottrae alla fine d’un viaggio e d’un clima tutto di paradiso, quella piccola eternità che egli di volta in volta ci porge, fatta di respiro e di ansia, di aneliti e confidenze, di materia e colore, e soprattutto di luci, fibre ornamentali coltivate con pudore ”.
Biografia dell’artista
Ennio Bencini è nato a Forlì nel 1942 da genitori toscani, il padre è stato apprezzato pittore di tradizione macchiaiola. Poi la famiglia si è trasferita ad Arezzo e l’artista ha qui potuto frequentare l’Istituto d’Arte. Nel 1962 inizia la sua attività di docente di disegno e storia dell’arte nelle scuole statali. Dal 1972 vive in Lombardia, prima a Milano, oggi a Bellusco. Innumerevoli, fin al 1969, le mostre d’arte sia personali che collettive, che lo hanno imposto alla critica più qualificata. Sue opere in collezioni italiane ed estere come in prestigiosi Musei del mondo. Nel 1991 esce da Mazzotta a cura di Marco Lorandi una sua monografia. Nel 2008 vince, segnalato dall’illustre critico Prof. Carlo Franza, il Premio delle Arti Premio della Cultura , XX edizione.
Biografia del curatore
Carlo Franza è uno Storico dell’Arte Moderna e Contemporanea, italiano. Nato ad Alessano (Lecce) nel 1949, è vissuto dal 1959 al 1980 a Roma dove ha studiato e conseguito tre lauree all’Università Statale La Sapienza (Lettere, Sociologia e Filosofia); dal 1980 è a Milano dove tuttora risiede. Professore Straordinario di Storia dell’Arte Moderna e Contemporanea, Ordinario di Lingua e Letteratura Italiana. Visiting Professor nell’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano e in altre numerose Università Estere. E’ stato indicato dal “Times” fra i dieci critici d’arte più importanti d’Europa. Giornalista, critico d’arte dal 1974 a “Il Giornale”di Indro Montanelli, oggi a “Libero” fondato e diretto da Vittorio Feltri. Ha al suo attivo decine di libri fondamentali e migliaia di pubblicazioni e cataloghi con presentazioni di mostre. Si è interessato dei più importanti artisti del mondo dei quali ne ha curato prestigiosissime mostre. Dal 2001 al 2007 è stato Consulente del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. E’ fondatore e direttore del Mimac della Fondazione Don Tonino Bello.
22
novembre 2008
Ennio Bencini – Le credibili tracce
Dal 22 novembre 2008 al 21 maggio 2009
arte contemporanea
Location
PLUS FLORENCE
Firenze, Via Santa Caterina D'alessandria, 15, (Firenze)
Firenze, Via Santa Caterina D'alessandria, 15, (Firenze)
Orario di apertura
tutti i giorni su appuntamento
Vernissage
22 Novembre 2008, ore 19.00
Autore
Curatore