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Tobia Ravà – Entropie & sincronie
Si tratta del quinto appuntamento dopo Bruxelles, Milano e Castelfranco, contemporaneo a quello di Roma, in cui l’artista espone gli ultimi lavori caratterizzati dal suo stile inconfondibile, nei quali le immagini sono costruite con lettere ebraiche e numeri. Due sono i linguaggi, logica letterale e matematica, che si fondono nelle sue opere a creare un terzo linguaggio, quello figurativo, che vuole indagare, ricostruire e manifestare il mistero dell’universo.
Comunicato stampa
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La mostra di Tobia Ravà approda ora a Venezia dove sarà aperta fino al 26 luglio presso la Gallerie d’Arte L’Occhio di Elisabetta Donaggio. Si tratta del quinto appuntamento dopo Bruxelles, Milano e Castelfranco, contemporaneo a quello di Roma, in cui l’artista espone gli ultimi lavori caratterizzati dal suo stile inconfondibile, nei quali le immagini sono costruite con lettere ebraiche e numeri. Due sono i linguaggi, logica letterale e matematica, che si fondono nelle sue opere a creare un terzo linguaggio, quello figurativo, che vuole indagare, ricostruire e manifestare il mistero dell’universo. Come scrive Maria Luisa Trevisan nel catalogo: “Il titolo fa riferimento alla presenza di un invisibile legame tra le cose ed al pensiero sincronico della tradizione ebraica, secondo il quale quello che è successo in passato, attraverso la memoria, viene rivissuto dal singolo nel presente. Da qui l’importanza della storia e l’alto valore della memoria per l’avvenire. Questo intreccio affascinante tra presente, passato e futuro, tra natura e cultura, viene non solo intuito e riconosciuto dall’artista, ma anche visualizzato attraverso seducenti immagini fatte di forme, colori, lettere e numero, che costituiscono quella foresta di simboli che si cela dietro il reale”.
In mostra a Venezia saranno esposte opere recenti costruite con la ghematrià e la sequenza di Fibonacci, tra le quali anche una delle ultime sperimentazioni dell’artista in lightbox , una serie di opere dedicate all’acqua, e una piccola serie di mature morte, una decontestualizzazione dei soggetti cari a Giorgio Morandi. Le lunghe prospettive riprese dalla realtà e sublimate, assurgono a luoghi e simboli dello spirito. Saranno esposte alcune opere legate agli elementi naturali e a luoghi simbolici, come ad esempio Fiborosa antioraria e alcuni nuovi lavori gialli, quali Vortice di girasole ed I valori del giallo, in cui è presente la scoperta matematica effettuata dall’artista e che - provata da matematici quali Francesco Di Giudice Andrea e Piergiorgio Odifreddi – è stata chiamata “Congettura di Ravà”.
Tobia Ravà (Padova, 1959) ha frequentato la Scuola Internazionale di Grafica di Venezia ed Urbino. Si è laureato in semiologia delle arti all’Università di Bologna, allievo di Umberto Eco, Renato Barilli, Omar Calabrese, Flavio Caroli. Ha esposto in mostre personali e collettive in Italia, Belgio, Croazia, Francia, Germania, Spagna, Brasile, Argentina, Giappone, Cina e Stati Uniti. È presente in collezioni sia private che pubbliche, in Europa, Stati Uniti, America Latina, e in Estremo Oriente. Si occupa di iconografia e cultura ebraica, di logica matematica e di arte contemporanea. Hanno scritto di lui, fra gli altri, Flavio Caroli, Caterina Limentani Virdis, Omar Calabrese, Piergiorgio Odifreddi, Umberto Daniele e Francesco Poli. www.tobiarava.com
Catalogo Artiscope con testi critici di Amos Luzzatto, Nadine Shenkar, Arturo Schwarz, a cura di Maria Luisa Trevisan
In mostra a Venezia saranno esposte opere recenti costruite con la ghematrià e la sequenza di Fibonacci, tra le quali anche una delle ultime sperimentazioni dell’artista in lightbox , una serie di opere dedicate all’acqua, e una piccola serie di mature morte, una decontestualizzazione dei soggetti cari a Giorgio Morandi. Le lunghe prospettive riprese dalla realtà e sublimate, assurgono a luoghi e simboli dello spirito. Saranno esposte alcune opere legate agli elementi naturali e a luoghi simbolici, come ad esempio Fiborosa antioraria e alcuni nuovi lavori gialli, quali Vortice di girasole ed I valori del giallo, in cui è presente la scoperta matematica effettuata dall’artista e che - provata da matematici quali Francesco Di Giudice Andrea e Piergiorgio Odifreddi – è stata chiamata “Congettura di Ravà”.
Tobia Ravà (Padova, 1959) ha frequentato la Scuola Internazionale di Grafica di Venezia ed Urbino. Si è laureato in semiologia delle arti all’Università di Bologna, allievo di Umberto Eco, Renato Barilli, Omar Calabrese, Flavio Caroli. Ha esposto in mostre personali e collettive in Italia, Belgio, Croazia, Francia, Germania, Spagna, Brasile, Argentina, Giappone, Cina e Stati Uniti. È presente in collezioni sia private che pubbliche, in Europa, Stati Uniti, America Latina, e in Estremo Oriente. Si occupa di iconografia e cultura ebraica, di logica matematica e di arte contemporanea. Hanno scritto di lui, fra gli altri, Flavio Caroli, Caterina Limentani Virdis, Omar Calabrese, Piergiorgio Odifreddi, Umberto Daniele e Francesco Poli. www.tobiarava.com
Catalogo Artiscope con testi critici di Amos Luzzatto, Nadine Shenkar, Arturo Schwarz, a cura di Maria Luisa Trevisan
31
maggio 2009
Tobia Ravà – Entropie & sincronie
Dal 31 maggio al 26 luglio 2009
arte contemporanea
Location
GALLERIA D’ARTE L’OCCHIO
Venezia, Dorsoduro, 181, (Venezia)
Venezia, Dorsoduro, 181, (Venezia)
Orario di apertura
tutti i giorni dalle 10.30 alle 18, domenica e martedì su appuntamento
Vernissage
31 Maggio 2009, ore 17
Sito web
www.tobiarava.com
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