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Il cielo stellato sopra di noi
Immagini e misure del cosmo dalle collezioni antiche della Biblioteca Berio
Comunicato stampa
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Il cielo stellato sopra di noi.
Immagini e misure del cosmo dalle collezioni antiche della Biblioteca Berio
Mostra di libri antichi a cura della Sezione di Conservazione della Biblioteca Berio in collaborazione con Urania – Associazione ligure per lo studio e la divulgazione dell’Astronomia e dell’Astronautica
Biblioteca Civica Berio, Sala di Lettura Fondi Antichi, dal 24 ottobre 2009 al 29 gennaio 2010
Inaugurazione con visita guidata venerdì 23 ottobre ore 16.00
Orario di apertura:
* Durante il Festival della Scienza (24-31 ottobre) apertura straordinaria da lunedì a sabato 9.00-18.00. Visite guidate tutti i giorni ore 16.00
* Dal 2 novembre 2009 al 29 gennaio 2010: lunedì e venerdì 14.00-18.00, martedì e giovedì 9.00-13.00, mercoledì 9.00-13.00. Visite guidate tutti i venerdì alle ore 16.00 e su appuntamento per classi e gruppi
Informazioni e prenotazioni: tel. 010 5576050, e-mail: beriocons@comune.genova.it
In occasione della mostra viene proposto, in collaborazione con l’Associazione Urania, un ciclo di 4 conferenze di argomento astronomico.
Il primo appuntamento è venerdì 30 ottobre alle ore 17.00 nella Sala dei Chierici della Biblioteca Berio. Fabrizio Bònoli, astronomo dell’Università di Bologna, nella conferenza “Alla scoperta del volto della Luna” ci accompagnerà in un viaggio intorno alla luna tra arte, letteratura e astronomia dalla prime osservazioni a occhio nudo a quelle di Galileo con il suo cannocchiale, dalle prime fotografie alle riprese dallo spazio.
Seguiranno:
“Antikythera e gli strumenti astronomici dell’antichità”, di Monica Rainer (INAF – Osservatorio astronomico di Brera)
“Perché e cosa vuol dire in astronomia guardare sempre più lontano”, di Stefano Covino (INAF – Osservatorio astronomico di Brera)
“I mostri del cielo”, di Fabrizio Mazzucconi (Segretario della Società Astronomica Italiana)
Nel 2009, proclamato dall’ONU Anno Internazionale dell’Astronomia, 400 anni dopo che Galileo, osservando per la prima volta il cielo con un cannocchiale, lo rese più vicino a noi di quanto non fosse mai stato, la Sezione di Conservazione della Biblioteca Berio propone un viaggio attraverso antichi libri di astronomia, alla scoperta di come il cielo sia da sempre riferimento e guida per l’uomo sulla terra. Molto prima di apprendere l’uso della scrittura, l’uomo imparò a riconoscere i grandi fenomeni astronomici ricorrenti: l’alternanza del giorno e della notte, le fasi della luna, il movimento delle stelle e il ciclo delle stagioni. Si confrontò con quelli straordinari come le eclissi e le comete e si scontrò con quelli così vicini e drammatici, dalle tempeste ai fulmini agli uragani, da attribuirli alla collera divina. Osservò il cielo e vi trovò ispirazione per fantasticare, ma soprattutto ne dedusse regole empiriche per l’agricoltura e la navigazione e seppe trarne leggi universali, dando origine alla scienza.
La mostra, insieme ad altre iniziative (mostre, conferenze e laboratori didattici) realizzate in collaborazione con l’Archivio Storico del Comune di Genova, il Dipartimento di Chimica e Chimica Industriale dell’Università di Genova, l’Armus - Archivio Museo della Stampa, il Centro di Documentazione e Testimonianza dell’Arte Cartaria di Acquasanta, la Fondazione Canevari, fa parte della settima edizione di “Adagio e curioso. Viaggio lento intorno al mondo della carta, del libro, di Gutenberg”: un appuntamento ormai consueto che le istituzioni genovesi e liguri impegnate nella conservazione di libri e documenti e nella diffusione della conoscenza della storia del libro, della carta e della stampa, propongono per il Festival della Scienza e che quest’anno viene realizzato con il sostegno della Regione Liguria. A tutti i visitatori verrà data in dono la Guida di Adagio e curioso 2009.
Attraverso le sezioni cronologiche (l’Antichità, il Medioevo, il Rinascimento, la Rivoluzione scientifica, Newton e il Settecento) la mostra della Sezione di Conservazione della Berio ripercorre il cammino dell’uomo alla scoperta dell’universo dall’Antichità all’Illuminismo: da Aristarco di Samo, che nel III sec. a.C. aveva immaginato un universo eliocentrico, a Tolomeo, ideatore del sistema geocentrico che si affermò per secoli, agli scienziati che in poco più di un secolo, tra il Cinquecento e il Seicento, contribuirono a capovolgere la visione del cosmo, fino al consolidamento della visione scientifica nel Settecento dell’Illuminismo. Tra i volumi esposti segnaliamo una preziosa edizione veneziana del 1528 dell’Almagesto di Tolomeo appartenente al prestigioso Fondo Canevari, edizioni originali delle opere rivoluzionarie di Keplero, Galilei (tra cui la rarissima Difesa contro alle calunnie et imposture di Baldessar Capra del 1607) e Newton, i volumi dell’Accademia delle Scienze parigina a cui lavorarono, tra gli altri scienziati, i Cassini e appartenuti ai Brignole Sale.
Una sezione della mostra è poi dedicata ai trattati che descrivono gli strumenti per osservare il cielo. Dal Cinquecento essi non sono più curiosità per divertire i potenti, ma mezzi di conoscenza, che, accrescendo sempre di più le possibilità di indagine dell’uomo, sono utilizzati per osservare e misurare i fenomeni naturali. Così Galileo, quando nel 1609 venne a sapere che in Olanda era stato inventato uno strumento capace di ingrandire gli oggetti lontani, ne intuì subito le potenzialità e in pochi anni grazie al cannocchiale scoprì che i pianeti non sono punti, ma sfere simili alla Terra, che Venere ha le fasi come la Luna, che il Sole presenta delle macchie e che Giove appare circondato da satelliti.
Nella sezione dedicata alle costellazioni si possono ammirare magnifici volumi decorati da silografie o incisioni di grande suggestione visiva. Tra gli altri ricordiamo in incunabolo riccamente decorato di silografie del Poema astronomico di Igino (stampato nel 1482) e una sontuosa edizione del 1603 dell’Uranometria di Johann Bayer dalle magnifiche tavole incise. Fin dall’Antichità, infatti, per riconoscere più facilmente le stelle che brillano nel cielo di notte e che aiutavano nell’orientamento e nella navigazione, gli uomini si abituarono a riunire quelle più luminose in figure geometriche di varie dimensioni e forme. Alle costellazioni visibili dalle latitudini settentrionali sono stati attribuiti nomi di figure mitologiche, come Pegaso o Ercole, oppure di animali, mentre quelle visibili dall’emisfero australe sono state battezzate in età illuministica con nomi di invenzioni dell’epoca, dal telescopio al microscopio. Si tratta di raggruppamenti arbitrari e ogni cultura ha immaginato figure differenti. Esistono tuttavia agglomerati di stelle ben definibili e sono 88 le costellazioni ufficiali, riconosciute a livello internazionale. Alcune delle costellazioni sono situate in una fascia nella quale sono comprese le traiettorie apparenti del Sole, della Luna e dei pianeti (eccettuato Plutone), chiamata Zodiaco (dal greco zòon “animale”), in quanto molti di questi raggruppamenti di stelle sono descritti con nomi di animali (Ariete, Toro, Leone, Pesci…).
Infine incontriamo in mostra alcuni interessanti esemplari di almanacchi, libretti e opuscoli molto diffusi a livello popolare. Oltre alle informazioni sul calendario, le feste e le ricorrenze, i luoghi e le date dei mercati, gli almanacchi contenevano infatti indicazioni astronomiche utili alle attività agricole e consigli sulla salute. La diffusione degli almanacchi crebbe ulteriormente nell’Ottocento, grazie all’evoluzione delle tecniche di stampa. Tra gli almanacchi è esposto il Lunario del Signor Regina, pubblicato a Genova dal 1811 dal poeta Martin Piaggio e così chiamato dal nome di un vagabondo ubriacone realmente esistito. Il Lunario conteneva anche poesie, storielle, aneddoti, nonché una sezione dedicata alla statistica nazionale e cittadina con elenchi di regnanti, ministri, consoli, ambasciatori, ecclesiastici, amministratori locali, scuole e insegnanti, compresi gli orari dei corrieri per la Toscana, Torino, Milano e Nizza e quelli del servizio dei Regi Vapori per la Sardegna.
Didascalie illustrazioni
1. Sfera armillare in una silografia tratta dal trattato De compositione mundi stampato a Venezia nel 1498. La sfera armillare (o astrolabio celeste) è un modello della sfera celeste inventato da Eratostene nel III sec. a.C. che serviva a rappresentare le orbite dei pianeti e del Sole attorno alla Terra mediante armille (cerchi, anelli) imperniate su un centro comune.
2. La costellazione di Ercole in una silografia realizzata da Michael Wohlgemut per la prima edizione del Poeticon astronomicon di Caio Giulio Igino pubblicata a Venezia nel 1482. In questa grande costellazione del cielo boreale, introdotta da Tolomeo tra la Lira e la Corona Boreale, gli antichi Greci riconoscevano la figura di Ercole, armato di clava e ricoperto dalla pelle del leone Nemeo. L’ammasso globale (ammasso di Ercole) è visibile anche ad occhio nudo come una debolissima nebulosa.
Immagini e misure del cosmo dalle collezioni antiche della Biblioteca Berio
Mostra di libri antichi a cura della Sezione di Conservazione della Biblioteca Berio in collaborazione con Urania – Associazione ligure per lo studio e la divulgazione dell’Astronomia e dell’Astronautica
Biblioteca Civica Berio, Sala di Lettura Fondi Antichi, dal 24 ottobre 2009 al 29 gennaio 2010
Inaugurazione con visita guidata venerdì 23 ottobre ore 16.00
Orario di apertura:
* Durante il Festival della Scienza (24-31 ottobre) apertura straordinaria da lunedì a sabato 9.00-18.00. Visite guidate tutti i giorni ore 16.00
* Dal 2 novembre 2009 al 29 gennaio 2010: lunedì e venerdì 14.00-18.00, martedì e giovedì 9.00-13.00, mercoledì 9.00-13.00. Visite guidate tutti i venerdì alle ore 16.00 e su appuntamento per classi e gruppi
Informazioni e prenotazioni: tel. 010 5576050, e-mail: beriocons@comune.genova.it
In occasione della mostra viene proposto, in collaborazione con l’Associazione Urania, un ciclo di 4 conferenze di argomento astronomico.
Il primo appuntamento è venerdì 30 ottobre alle ore 17.00 nella Sala dei Chierici della Biblioteca Berio. Fabrizio Bònoli, astronomo dell’Università di Bologna, nella conferenza “Alla scoperta del volto della Luna” ci accompagnerà in un viaggio intorno alla luna tra arte, letteratura e astronomia dalla prime osservazioni a occhio nudo a quelle di Galileo con il suo cannocchiale, dalle prime fotografie alle riprese dallo spazio.
Seguiranno:
“Antikythera e gli strumenti astronomici dell’antichità”, di Monica Rainer (INAF – Osservatorio astronomico di Brera)
“Perché e cosa vuol dire in astronomia guardare sempre più lontano”, di Stefano Covino (INAF – Osservatorio astronomico di Brera)
“I mostri del cielo”, di Fabrizio Mazzucconi (Segretario della Società Astronomica Italiana)
Nel 2009, proclamato dall’ONU Anno Internazionale dell’Astronomia, 400 anni dopo che Galileo, osservando per la prima volta il cielo con un cannocchiale, lo rese più vicino a noi di quanto non fosse mai stato, la Sezione di Conservazione della Biblioteca Berio propone un viaggio attraverso antichi libri di astronomia, alla scoperta di come il cielo sia da sempre riferimento e guida per l’uomo sulla terra. Molto prima di apprendere l’uso della scrittura, l’uomo imparò a riconoscere i grandi fenomeni astronomici ricorrenti: l’alternanza del giorno e della notte, le fasi della luna, il movimento delle stelle e il ciclo delle stagioni. Si confrontò con quelli straordinari come le eclissi e le comete e si scontrò con quelli così vicini e drammatici, dalle tempeste ai fulmini agli uragani, da attribuirli alla collera divina. Osservò il cielo e vi trovò ispirazione per fantasticare, ma soprattutto ne dedusse regole empiriche per l’agricoltura e la navigazione e seppe trarne leggi universali, dando origine alla scienza.
La mostra, insieme ad altre iniziative (mostre, conferenze e laboratori didattici) realizzate in collaborazione con l’Archivio Storico del Comune di Genova, il Dipartimento di Chimica e Chimica Industriale dell’Università di Genova, l’Armus - Archivio Museo della Stampa, il Centro di Documentazione e Testimonianza dell’Arte Cartaria di Acquasanta, la Fondazione Canevari, fa parte della settima edizione di “Adagio e curioso. Viaggio lento intorno al mondo della carta, del libro, di Gutenberg”: un appuntamento ormai consueto che le istituzioni genovesi e liguri impegnate nella conservazione di libri e documenti e nella diffusione della conoscenza della storia del libro, della carta e della stampa, propongono per il Festival della Scienza e che quest’anno viene realizzato con il sostegno della Regione Liguria. A tutti i visitatori verrà data in dono la Guida di Adagio e curioso 2009.
Attraverso le sezioni cronologiche (l’Antichità, il Medioevo, il Rinascimento, la Rivoluzione scientifica, Newton e il Settecento) la mostra della Sezione di Conservazione della Berio ripercorre il cammino dell’uomo alla scoperta dell’universo dall’Antichità all’Illuminismo: da Aristarco di Samo, che nel III sec. a.C. aveva immaginato un universo eliocentrico, a Tolomeo, ideatore del sistema geocentrico che si affermò per secoli, agli scienziati che in poco più di un secolo, tra il Cinquecento e il Seicento, contribuirono a capovolgere la visione del cosmo, fino al consolidamento della visione scientifica nel Settecento dell’Illuminismo. Tra i volumi esposti segnaliamo una preziosa edizione veneziana del 1528 dell’Almagesto di Tolomeo appartenente al prestigioso Fondo Canevari, edizioni originali delle opere rivoluzionarie di Keplero, Galilei (tra cui la rarissima Difesa contro alle calunnie et imposture di Baldessar Capra del 1607) e Newton, i volumi dell’Accademia delle Scienze parigina a cui lavorarono, tra gli altri scienziati, i Cassini e appartenuti ai Brignole Sale.
Una sezione della mostra è poi dedicata ai trattati che descrivono gli strumenti per osservare il cielo. Dal Cinquecento essi non sono più curiosità per divertire i potenti, ma mezzi di conoscenza, che, accrescendo sempre di più le possibilità di indagine dell’uomo, sono utilizzati per osservare e misurare i fenomeni naturali. Così Galileo, quando nel 1609 venne a sapere che in Olanda era stato inventato uno strumento capace di ingrandire gli oggetti lontani, ne intuì subito le potenzialità e in pochi anni grazie al cannocchiale scoprì che i pianeti non sono punti, ma sfere simili alla Terra, che Venere ha le fasi come la Luna, che il Sole presenta delle macchie e che Giove appare circondato da satelliti.
Nella sezione dedicata alle costellazioni si possono ammirare magnifici volumi decorati da silografie o incisioni di grande suggestione visiva. Tra gli altri ricordiamo in incunabolo riccamente decorato di silografie del Poema astronomico di Igino (stampato nel 1482) e una sontuosa edizione del 1603 dell’Uranometria di Johann Bayer dalle magnifiche tavole incise. Fin dall’Antichità, infatti, per riconoscere più facilmente le stelle che brillano nel cielo di notte e che aiutavano nell’orientamento e nella navigazione, gli uomini si abituarono a riunire quelle più luminose in figure geometriche di varie dimensioni e forme. Alle costellazioni visibili dalle latitudini settentrionali sono stati attribuiti nomi di figure mitologiche, come Pegaso o Ercole, oppure di animali, mentre quelle visibili dall’emisfero australe sono state battezzate in età illuministica con nomi di invenzioni dell’epoca, dal telescopio al microscopio. Si tratta di raggruppamenti arbitrari e ogni cultura ha immaginato figure differenti. Esistono tuttavia agglomerati di stelle ben definibili e sono 88 le costellazioni ufficiali, riconosciute a livello internazionale. Alcune delle costellazioni sono situate in una fascia nella quale sono comprese le traiettorie apparenti del Sole, della Luna e dei pianeti (eccettuato Plutone), chiamata Zodiaco (dal greco zòon “animale”), in quanto molti di questi raggruppamenti di stelle sono descritti con nomi di animali (Ariete, Toro, Leone, Pesci…).
Infine incontriamo in mostra alcuni interessanti esemplari di almanacchi, libretti e opuscoli molto diffusi a livello popolare. Oltre alle informazioni sul calendario, le feste e le ricorrenze, i luoghi e le date dei mercati, gli almanacchi contenevano infatti indicazioni astronomiche utili alle attività agricole e consigli sulla salute. La diffusione degli almanacchi crebbe ulteriormente nell’Ottocento, grazie all’evoluzione delle tecniche di stampa. Tra gli almanacchi è esposto il Lunario del Signor Regina, pubblicato a Genova dal 1811 dal poeta Martin Piaggio e così chiamato dal nome di un vagabondo ubriacone realmente esistito. Il Lunario conteneva anche poesie, storielle, aneddoti, nonché una sezione dedicata alla statistica nazionale e cittadina con elenchi di regnanti, ministri, consoli, ambasciatori, ecclesiastici, amministratori locali, scuole e insegnanti, compresi gli orari dei corrieri per la Toscana, Torino, Milano e Nizza e quelli del servizio dei Regi Vapori per la Sardegna.
Didascalie illustrazioni
1. Sfera armillare in una silografia tratta dal trattato De compositione mundi stampato a Venezia nel 1498. La sfera armillare (o astrolabio celeste) è un modello della sfera celeste inventato da Eratostene nel III sec. a.C. che serviva a rappresentare le orbite dei pianeti e del Sole attorno alla Terra mediante armille (cerchi, anelli) imperniate su un centro comune.
2. La costellazione di Ercole in una silografia realizzata da Michael Wohlgemut per la prima edizione del Poeticon astronomicon di Caio Giulio Igino pubblicata a Venezia nel 1482. In questa grande costellazione del cielo boreale, introdotta da Tolomeo tra la Lira e la Corona Boreale, gli antichi Greci riconoscevano la figura di Ercole, armato di clava e ricoperto dalla pelle del leone Nemeo. L’ammasso globale (ammasso di Ercole) è visibile anche ad occhio nudo come una debolissima nebulosa.
23
ottobre 2009
Il cielo stellato sopra di noi
Dal 23 ottobre 2009 al 29 gennaio 2010
Location
BIBLIOTECA CIVICA BERIO
Genova, Via Seminario, 1, (Genova)
Genova, Via Seminario, 1, (Genova)
Orario di apertura
Apertura straordinario durante il Festival della Scienza:
lunedì-sabato 9.00-18.00, visita guidata tutti i giorni ore 16.00
Vernissage
23 Ottobre 2009, ore 16