02 luglio 2007

HINTERLAND MUSEUM

 
La provincia si vendica sulla città. Ed esplode in una serie di spazi di qualità, iniziative pubbliche e private capaci di tener testa ai grandi colossi della cultura. Succede anche nel varesotto, con una marcia in più. La Gam di Gallarate cambia spazi e si dà abiti contemporanei. Ne abbiamo parlato con Emma Zanella, direttrice del museo…

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Nei primi mesi del 2008 la Gam di Gallarate lascerà la propria sede storica per trasferirsi in una sede più ampia e funzionale. Che ragioni ha questo trasferimento? Quali nuove necessità sono apparse all’orizzonte?
La necessità di trasferire la Gam in una sede più ampia e idonea ad accogliere oltre che l’importante collezione anche le numerose attività espositive, didattiche, culturali che vengono progettate e curate da noi, ha le proprie radici nei primi anni Ottanta. Diverse sono state le soluzioni proposte dagli amministratori che si sono succeduti fino all’individuazione, nella precedente e attuale amministrazione, di un edificio di archeologia industriale di proprietà comunale sito in via De Magri, primo lotto del futuro Museo.

Qual è stata la tempistica?
I primi lavori di ristrutturazione dell’edificio industriale sono stati avviati nel 2002, affiancati dalla progettazione e costruzione di un nuovo edifico a partire dall’autunno 2003. Gli spazi riservati al museo nella globalità dell’intervento per una superficie totale di circa 4800 mq. renderanno possibile oltre che la valorizzazione della collezione permanente, esposta sempre a rotazione per nuclei tematici, l’organizzazione e la presentazione di eventi espositivi di grande qualità e la creazione di strutture di altissima specializzazione riservate all’arte contemporanea, quali la biblioteca specialistica, l’archivio di maestri e di eventi del XX e XXI secolo, l’emeroteca, la videoteca, i laboratori didattici e sale dedicate ad eventi e approfondimenti teorici sul contemporaneo.

Negli ultimi anni Gallarate ha riscoperto, nonostante la vera natura del contesto locale fortemente industrializzato, la propria storia di piccolo avamposto della cultura nel varesotto cominciata proprio nel ’66 con la nascita della Gam e si è data ad una politica di acquisizioni, mostre di arte pubblica, commissioni. A cosa si deve a suo parere questo posizionamento della città sull’arte contemporanea?
La politica culturale della Gam si radica nell’immediato secondo dopoguerra, quando nel 1950 viene aperta la prima edizione del Premio Nazionale di Pittura Città di Gallarate, voluto e organizzato dall’artista Silvio Zanella e da giovani universitari gallaratesi con l’intento dichiarato di aggiornare la cultura in città e di fondare, nel tempo, un museo d’arte contemporanea.
Da allora le edizioni del Premio si sono succedute, senza interruzioni, fino ad oggi, costituendo prima di tutto la Civica Galleria (1966) e inoltre un’attenzione della città e delle istituzioni verso il contemporaneo. Non a caso sul nostro territorio vi sono importanti collezionisti, di fama internazionale. Accanto alla Gam e negli stessi anni hanno inoltre operato altre importanti istituzioni, teatrali, musicali, filosofiche che hanno contribuito a creare e sostenere il tessuto culturale su cui si è radicata questa specificità di Gallarate sull’arte e la cultura contemporanee.
Gam di Gallarate, nuova sede espositiva, sale esposizione
Quali riscontri trova tutto ciò? Quale sostegno, nel tessuto politico locale?
Con il Sindaco Nicola Mucci (eletto nel 2000 e rieletto nel 2006) l’amministrazione comunale ha puntato specificatamente sulla cultura e sull’arte appoggiando e potenziando le proposte della Gam, investendo nella nuova sede, ristrutturando due teatri e costituendo una Fondazione Culturale proprio per la gestione dei teatri. Con questo importante e atteso intervento dunque il Comune di Gallarate accoglie e fa propria l’immagine più aggiornata di Museo, letto e presentato sia come luogo ricco di una propria specifica identità, la collezione permanente, capace di farsi strumento vitale di ricerca e di arricchimento culturale per il vasto pubblico, per gli studiosi e per gli stessi artisti; sia come luogo di incontro e di relazione, centro di servizi culturali ampi e diversificati che affiancano e amplificano le collezioni permanenti e temporanee in esso custodite e quindi come complesso sistema di comunicazione.

La nuova sede della GAM diverrà dunque museo, ospitando le circa 5,000 opere della collezione, mentre la sede storica diverrà una sorta di Kunstverein, dedicata a mostre temporanee relative alle ricerche più attuali. Quali i progetti per l’avvenire? Vi avvarrete di curatori esterni? Che taglio avranno le mostre legate al contemporaneo in senso stretto?
La Gam verrà interamente spostata nella nuova sede di via De Magri. La sede storica verrà dunque chiusa e assegnata ad altre istituzioni. Il programma culturale ed espositivo della nuova sede prevede l’alternanza di mostre storiche ad ampio raggio, in grado di innestare l’arte e la cultura italiane in un panorama europeo e internazionale, mostre antologiche e mostre sperimentali, sulla linea già tracciata negli ultimi anni. La Gam avrà un proprio comitato scientifico e collaborerà, ovviamente, con critici e curatori esterni.

Qualche anticipazione sulle mostre di natura storica, invece? Quali relazioni state attivando? Chi sono i vostri modelli e punti di riferimento?
Per ovvie ragioni al momento giusto verrà comunicato l’intero programma espositivo. Le relazioni che abbiamo attivato sono a livello sia nazionale che internazionale. Non esistono modelli unici o punti di riferimento. Ogni istituzione museale viene da noi guardata e valutata nello specifico per innestare confronti sulle singole specificità e sui progetti.

Parliamo di numeri. Chi sono i partner del museo? Che tipo di coinvolgimento è riservato alle istituzioni? E ai singoli cittadinLa nuova Gam di Gallarate i?
È allo studio dell’amministrazione il piano di gestione complessivo della nuova Gam, nel quale rientra l’accordo con partner istituzionali pubblici e privati, a livello provinciale e regionale. I singoli cittadini sono già parte attiva nei nostri programmi a diversi livelli e per servizi differenziati.

Perchè, a vostro parere, oggi prolificano strutture e realtà interessanti soprattutto nelle province? La grande città ha perso il suo ruolo primario? Che benefici dà la vicinanza con Milano e come vedete la provincia del domani?
Questo è un tema discusso da lunga data, direi addirittura è una peculiarità storica dell’arte e della cultura italiane che non si sono mai accentrate unicamente nelle grandi città o nella capitale. Per quanto riguarda l’arte contemporanea e le istituzioni museali ritengo che le aree cosiddette provinciali abbiano a loro vantaggio una maggiore governabilità e, nel contempo, una freschezza di intenti che la grande città tende spesso a rallentare. La vicinanza con Milano per noi è sempre stata oggetto non di sudditanza ma di confronto diretto. Da Milano provengono molti dei nostri visitatori, stagisti, curatori, critici, numerosi sono i contatti e i servizi che offriamo alla città, alle università, alla Regione stessa.

link correlati
www.gam.gallarate.va.it

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