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Pietro Fortuna / Eugenio Giliberti – Due Pesi Gemelli
Le opere declinano secondo le due diverse e convergenti sensibilità, un pari interesse per la contemporaneità della scultura, non più monolitica e altisonante perennità.
Comunicato stampa
Segnala l'evento
Pietro Fortuna ed Eugenio Giliberti si conoscono nel corso degli anni ’90, invitati insieme in diverse grandi mostre. Nel tempo, sulla immediata “simpatia” poetica si sedimenta un rapporto di amicizia intellettuale che coinvolge i rispettivi ambienti e progetti.
Oggi, prendono la decisione di avvicinare e confrontare puntualmente le proprie esperienze a partire dallo stesso luogo dove in tempi lontani, si compì un altro incontro fecondo: Palazzo Bagnara, in Piazza Dante, sede allora della scuola letteraaria di Basilio Puoti, che fu teatro dell’incontro tra il giovane studioso Francesco De Sanctis e Giacomo Leopardi, oggi sede della bellissima galleria della Fondazione Morra.
Nell’evento, la memoria, in senso leopardiano, agisce per scuotere il presente dalla sua impoeticità. Un orizzonte, quello del ricordo, che induce a stare, a fare di quel luogo un presidio, a mediare l’artificio della ragione e il destino del sentimento.
La mostra, in armonia con l’architettura del luogo, è strutturata in tre ambienti.
Il primo ambiente ospiterà il lavoro di Giliberti: “volo di un omino giallo”, un’animazione tridimensionale realizzata con una serie di sculturine in cera dello steso soggetto:”l’omino giallo”, disposte su un cerchio rotante. Ripreso nei movimenti della corsa e del volo, alla luce di una lampada stroboscopica e in un ambiente oscurato sarà possibile vedere il piccolo essere di cera fare qualche passo di corsa e spiccare il volo. Il lavoro allude all’”elogio degli uccelli” una delle operette morali facenti parte della raccolta pubblicata dall’editore Starita durante il soggiorno di Leopardi a Napoli negli ultimi anni della sua vita.
Nella seconda sala Fortuna disporrà alle pareti elementi presi da un catalogo minimo di oggetti e stilemi che non vogliono apparire come un repertorio residuale o disperso, ma unico perché compiuto; espressione della gloria dell’inessenziale nella misura scandalosa del poco. Tracce di motivi ornamentali che si risolvono nella loro stessa sintassi combinatoria dove la figura e il fondo offrono allo sguardo l’evento di un dimorare comune in uno spazio che coincide con le loro fondamenta.
Infine nella sala maggiore saranno presentate due opere concepite come un lavoro unitario; una scultura a figura intera modellata in cera, sorta di “autoritratto” di Giliberti che fronteggia un’istallazione di Fortuna realizzata sovrapponendo delle lastre di cartone alveare.
Una sorta di specchiatura in cui la contrapposizione frontale degli oggetti ci porta a percepire la loro presenza come qualcosa che si dispone a favore di un gesto corale, l’indicazione di un’azione che chiede una condivisione.
Le opere declinano secondo le due diverse e convergenti sensibilità, un pari interesse per la contemporaneità della scultura, non più monolitica e altisonante perennità.
Oggi, prendono la decisione di avvicinare e confrontare puntualmente le proprie esperienze a partire dallo stesso luogo dove in tempi lontani, si compì un altro incontro fecondo: Palazzo Bagnara, in Piazza Dante, sede allora della scuola letteraaria di Basilio Puoti, che fu teatro dell’incontro tra il giovane studioso Francesco De Sanctis e Giacomo Leopardi, oggi sede della bellissima galleria della Fondazione Morra.
Nell’evento, la memoria, in senso leopardiano, agisce per scuotere il presente dalla sua impoeticità. Un orizzonte, quello del ricordo, che induce a stare, a fare di quel luogo un presidio, a mediare l’artificio della ragione e il destino del sentimento.
La mostra, in armonia con l’architettura del luogo, è strutturata in tre ambienti.
Il primo ambiente ospiterà il lavoro di Giliberti: “volo di un omino giallo”, un’animazione tridimensionale realizzata con una serie di sculturine in cera dello steso soggetto:”l’omino giallo”, disposte su un cerchio rotante. Ripreso nei movimenti della corsa e del volo, alla luce di una lampada stroboscopica e in un ambiente oscurato sarà possibile vedere il piccolo essere di cera fare qualche passo di corsa e spiccare il volo. Il lavoro allude all’”elogio degli uccelli” una delle operette morali facenti parte della raccolta pubblicata dall’editore Starita durante il soggiorno di Leopardi a Napoli negli ultimi anni della sua vita.
Nella seconda sala Fortuna disporrà alle pareti elementi presi da un catalogo minimo di oggetti e stilemi che non vogliono apparire come un repertorio residuale o disperso, ma unico perché compiuto; espressione della gloria dell’inessenziale nella misura scandalosa del poco. Tracce di motivi ornamentali che si risolvono nella loro stessa sintassi combinatoria dove la figura e il fondo offrono allo sguardo l’evento di un dimorare comune in uno spazio che coincide con le loro fondamenta.
Infine nella sala maggiore saranno presentate due opere concepite come un lavoro unitario; una scultura a figura intera modellata in cera, sorta di “autoritratto” di Giliberti che fronteggia un’istallazione di Fortuna realizzata sovrapponendo delle lastre di cartone alveare.
Una sorta di specchiatura in cui la contrapposizione frontale degli oggetti ci porta a percepire la loro presenza come qualcosa che si dispone a favore di un gesto corale, l’indicazione di un’azione che chiede una condivisione.
Le opere declinano secondo le due diverse e convergenti sensibilità, un pari interesse per la contemporaneità della scultura, non più monolitica e altisonante perennità.
29
settembre 2010
Pietro Fortuna / Eugenio Giliberti – Due Pesi Gemelli
Dal 29 settembre al 29 ottobre 2010
arte contemporanea
Location
FONDAZIONE MORRA – PALAZZO BAGNARA
Napoli, Piazza Dante, 89, (Napoli)
Napoli, Piazza Dante, 89, (Napoli)
Orario di apertura
da lunedì a venerdì 15-17
Autore