27 maggio 2011

La Fondazione Emilio e Annabianca Vedova presenta due straordinarie mostre curate da Germano Celant

 

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[27|05|2011] |||arte contemporanea/ mostra

La Fondazione Emilio e Annabianca Vedova presenta due straordinarie mostre curate da Germano Celant
 

  
ANSELM KIEFER – SALT OF THE EARTH
EMILIO VEDOVA -…IN CONTINUUM

inaugurazione 1° giugno | a cura di german celant | fondazione emilio e annabianca vedova | venezia

La Fondazione Emilio e Annabianca Vedova dal 1° giugno al 30 novembre presenta, in contemporanea, due straordinarie mostre curate entrambe da Germano Celant. Salt of the Earth di Anselm Kiefer, uno dei più importanti artisti contemporanei, che ha realizzato un’installazione specifica per il Magazzino del Sale, lo spazio restaurato da Renzo Piano per la Fondazione. Nell’ex Studio di Emilio Vedova sarà invece presentato …in continuum, l’imponente ciclo costituito da 109 tele, la maggior parte in bianco e nero, realizzate nel 1987/1988 dall’artista veneziano.

Anselm Kiefer
Salt of the Earth

Avvicinare l’opera di Anselm Kiefer significa affrontare il problema della purificazione, sia rispetto al passato della Germania, sia rispetto all’individuo che vive nel presente. Il suo è un fare a “togliere” che interessava molto Vedova, che considerava la sua pittura uno “spurgo”: un tentativo di portare sulla tela, tramite un gesto aperto e fluido, la violenza del mondo che lo riguardava sia sul piano politico che sul piano dell’espressività individuale. La scelta di Kiefer è quindi stata “reciproca”, perché l’un artista riflette l’altro, ma anche perché a partire dall’interesse di Kiefer per l’alchimia e gli elementi come il sale che entrano nel suo processo, si è stabilito un dialogo tra il Magazzino del Sale a Venezia e la sua pittura. Da qui il titolo dell’esposizione Salt of the Earth.

Per controllare il loro impatto e la loro disposizione, Kiefer ha ricreato nell’enorme studio di Croissy, in scala e in dimensioni reali, lo spazio del Magazzino, così da poter studiare la sequenza e la logica. Secondo Kiefer, per risvegliarsi dal suo passato e per trovare una nuova dimensione spirituale, l’essere umano deve attraversare diversi stadi di mutazione e l’arte è lo strumento per facilitare questo trapasso e questa rinascita verso una nuova conoscenza del mondo. Per tale ragione l’artista fa ricorso, nei suoi dipinti e nelle sculture, a materiali e procedimenti simbolici come il piombo e l’elettrolisi, l’oro e lo stesso sale. Con queste materie l’artista ha sviluppato una continua raffigurazione misterica dove l’opera diventa uno strumento di accessione alle zone alte della coscienza, là dove il peso della materia grezza e pesante, il piombo, che sottoposto al fuoco della creazione si trasforma e veicola un sentire leggero e aureo, un’attraversata alchemica dall’impuro al puro.

Nell’intervento di Kiefer al Magazzino del Sale la polarità tra dissoluzione e sublimazione trova un suo punto di equilibrio in un insieme spaziale e architettonico, Das Salz der Erde, 2011, che consiste in una struttura al cui interno pendono fotografie di paesaggi su lastre di piombo sottoposte ad un processo di elettrolisi, che le ha coperte di una patina verde: un colore che annuncia l’unione degli opposti e sottende la speranza. Lo spazio del Magazzino sarà simbolicamente chiuso dall’immagine del triangolo iniziatico che sovrasta il grande quadro Arche, 2011. L’insieme creato da Kiefer è un riflettere sui luoghi attraversati, qui il vecchio Magazzino del Sale costruito nel XV secolo, pieni delle stesse memorie ed esperienze saline e mutanti, quanto costituisce un’ulteriore metafora dell’arte come continua forza attiva, un passo verso le possibili costellazioni del conoscere se stessi.

Emilio Vedova
…in continuum

Considerato che le tre opere di Kiefer formano un “tutto”, quasi indivisibile, si è pensato di far scorrere in parallelo, nell’ex studio sulle Zattere, un lavoro di Emilio Vedova che fosse totale e che si rapportasse con il cambiamento e la trasformazione: …in continuum, 1987/1988 composto da 109 tele, quasi tutte in bianco su nero e nero su bianco. Anch’esso, come l’intervento di Kiefer, si nutre del contesto : una stratificazione di tele una sopra l’altra e un accumulo di memorie e di gesti che si possono sempre incrociare in maniera diversa a seconda della situazione ambientale. Una disponibilità al relazionarsi in un incontro scontro con lo spazio che Vedova ha sempre professato, sia interagendo con differenti linguaggi come l’architettura e la musica, sia con le grandi esposizioni come quella dello “Spazio/Plurimo/Luce” dell’Expo di Montreal nel 1967.
…in continuum rappresenta un punto significativo della sua ricerca, dove la sequenza e l’intreccio, la fusione e le infinite variabili costituiscono un’intensa poetica, che si afferma quando, cercando di ampliare il suo gesto, passa ad una dimensione più aperta e potente, dove non contano solo il segno, ma la sequenza e la fusione tra le parti. È una pittura che trova una dinamica fortemente espressiva in un continuo espandersi ad altre possibilità, dopo il grande ciclo dei Tondi e prima del potente attraversamento e sfondamento delle superfici pittoriche del ciclo … in continuum (Golfo), 1987-1991 con le bricole veneziane, pali conficcati che fanno esplodere la sua arte.

…in continuum è un’opera corale, imponente e drammatica, concepita per esprimere in un’estrema tensione espressiva una visione poetica frammentata, sincopata e transitoria, una sorta di accumulo “senza inizio e senza fine”: l`occasionalità dei contatti e le infinite possibili combinazioni costringono lo sguardo a un incessante movimento per cogliere quell’inesauribile energia. Una stratificazione spettacolare che l’artista ha prodotto nell’arco di un anno. Bianco su nero e nero su bianco, …in continuum è un muro di partiture che si fondono a formare un concerto dove, invece dei suoni, le immagini si intrecciano le une con le altre e strutturano insiemi sempre diversi. Nello Studio dell’artista, dove i piani pittorici delle grandi tele entrano l’uno nell’altro, occultandosi ed esaltandosi, si crea una profondità infinita ed aleatoria. Nell’antico squero che Vedova aveva scelto per il proprio lavoro, il bianco e il nero ininterrottamente mutevoli di …in continuum richiamano da un lato la mobilità dell’acqua su cui Venezia stessa vive e si rispecchia, dall’altro restituiscono in una drammatica tensione residui arcaici, immagini infrante, sedimenti profondi.
“… Acqua/plasma – mobilità ambigua – Flusso… continuo…” – “Specchi… echi infiniti, rimandi visivi, memorie, vertigini precipiziali”, come scrive lo stesso Vedova.


Anselm Kiefer
Salt of the Earth
Fondazione Emilio e Annabianca Vedova
Venezia
Magazzino del Sale, Zattere 266
Emilio Vedova
…in continuum
Dal 1° giugno al 30 novembre
Fondazione Emilio e Annabianca Vedova
Venezia
Studio Vedova, Zattere 50
10.30-18.00
chiuso il martedì
www.fondazionevedova.org

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