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Fiori. Cinque secoli di pittura floreale dal Cinquecento a Andy Warhol
La mostra presenta al pubblico oltre 150 fra dipinti e disegni di fiori eseguiti dalla fine del Cinquecento all’ultimo quarto del XX secolo. Un viaggio straordinario attraverso cinque secoli di arte europea, realizzato con la consulenza di un prestigioso comitato scientifico internazionale.
Comunicato stampa
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Iniziativa unica nel suo genere, la mostra Fiori. Cinque secoli di pittura floreale dal Cinquecento a Andy Warhol, che s’inaugura al Museo del Territorio di Biella (via Quintino Sella) domenica 21 marzo 2004, presenta al pubblico oltre 150 fra dipinti e disegni di fiori eseguiti dalla fine del Cinquecento all’ultimo quarto del XX secolo. Un viaggio straordinario attraverso cinque secoli di arte europea, realizzato con la consulenza di un prestigioso comitato scientifico internazionale e la collaborazione delle Sovrintendenze del Piemonte, del Polo Museale Fiorentino e del Polo Museale Romano, oltrechè di prestigiosi musei e biblioteche (dalla Gemaldegalerie di Berlino al Kunsthistorisches Museum di Vienna, dalla Biblioteca Apostolica Vaticana alla Biblioteca dell’Orto Botanico di Padova) che hanno permesso di approfondire l’evoluzione e gli sviluppi di un preciso genere pittorico, naturalistico e decorativo: la pittura di fiori.
Sin dall’antichità, in forme realistiche o stilizzate, l’uomo ha raffigurato i fiori: sublimi creazioni del Divino e miracoli della Natura, simboli sacri, elementi essenziali del culto, fondamentali nella medicina. Accessori della bellezza, del decoro e dell’eleganza, i fiori hanno rivestito ruoli fondamentali sin dagli albori della storia ispirando teologi e poeti. Strettamente associati alle pratiche religiose, magiche e mediche, i fiori sono rappresentati nella scultura babilonese, nella pittura egizia, come nelle prime ceramiche cinesi, significando per millenni la rarità e l’eccellenza della natura conquistata dall’uomo. Ma è solo negli ultimi decenni del XVI secolo che la rappresentazione artistica dei fiori si afferma come autonomo genere nella pittura europea.
La prestigiosa e spesso inedita selezione dei dipinti esposti a Biella, ordinata in nove sezioni tematiche e cronologiche, si apre con Fiori e Figure, dedicata al complesso rapporto simbolico tra il genere floreale e quello del ritratto. In questa sezione sono presentate opere di Friederich Valckenborch, Frans Pourbus il giovane, Tiberio Titi e Cornelis de Vos. Fanno seguito due sezioni dedicate alle opere dei maggiori fioranti e pittori di natura morta in Europa tra il Cinque e Seicento e dipinti totalmente inediti, italiani e fiamminghi, recentemente riscoperti alla Basilica Reale di Superga.
Seguendo lo sviluppo del genere pittorico diffuso in Europa attraverso la stampa dei Florilegi, compendi botanico-devozionali editi soprattutto in Germania, nelle Fiandre e in Francia, sono in mostra alcune preziose illustrazioni a stampa e disegni giunti dalle maggiori biblioteche e collezioni italiane. Nature morte con fiori e vasi isolati dipinti dall’olandese Balthazar van der Ast, dal francese Jacques Linard e dall’olandese Jan Davidsz de Heem introducono le opere di artisti più giovani le cui carriere di grandi specialisti del genere fecero la fortuna europea della pittura di fiori: ricordiamo Giovanna Garzoni, l’eccelsa miniatrice di principi e cardinali, e Mario de’ Fiori, maestro romano del genere.
I monumentali vasi di Jean-Baptiste Monnoyer e di Blin de Fontenay, pittori del Re Sole, introducono agli sviluppi settecenteschi e alla definizione di due diversi approcci estetici e stilistici: da un lato la pittura raffinata e intimista di Jan van Huysum e dei suoi seguaci, dall’altro le composizioni decorative degli artisti al servizio della corte francese.
Legato alla storia della ricerca botanica e del commercio delle essenze rare e preziose, tra Controriforma e Illuminismo, il genere floreale prese parte all’evoluzione dell’illustrazione scientifica e alle prime classificazioni per specie delle piante. Selezionate per la mostra sono le prestigiose tavole botaniche di Jacopo Ligozzi e gli accuratissimi ritratti di fiori di Jacques de Gheyn. Sono inoltre presenti anche i preziosi Florilegi a stampa, che, a partire dalla fine del Cinquecento, diffusero in Europa le accuratissime immagini scientifiche di fiori divenute presto modelli per i pittori.
Assieme ai generi del paesaggio, della veduta architettonica e del ritratto, la pittura di fiori fu testimone privilegiato dell’arte dell’Ancien Régime, affermandosi nel Settecento come somma espressione della decorazione. E’ con l’arte di artisti lionesi, quali Antoine Berjon, Augustin Thierrat e Simon de Saint Jean, legati alle riflessioni del romanticismo filosofico e letterario, che la pittura di fiori ritorna alla sua funzione illustrativa di essenze rare ed esotiche. Ma già nel 1855, artisti come Adolphe Monticelli ed Edouard Manet si rifacevano allo sfumato settecentesco e alla pittura materica dei maestri veneziani e napoletani della fine del Seicento, iniziando a rompere l’equilibrio realista e razionale stabilito dai loro maestri nei primi decenni dell’Ottocento. Sono gli esordi dell’Impressionismo, che si sarebbe affermato proprio attraverso la pittura di fiori entrando nelle case più esclusive di collezionisti raffinati e mercanti d’arte. Rappresentato in mostra da alcune importanti tele di artisti quali Felix Ziem, Odilon Redon e Pierre Auguste-Renoir, il movimento impressionista inaugura il Novecento.
Con la sezione del Florilegio Novecentesco la rassegna biellese va oltre gli elegantissimi esordi del secolo, rappresentati da pezzi mirabolanti di Giovanni Boldini, James Ensor, Jacques Emile Blanche, Edgar Maxence ed Ernest Quost. Maurice de Vlaminck, Oscar Kokoschka, Giorgio Morandi e Filippo De Pisis esplorano gli sviluppi del genere nella pittura del nuovo secolo. La mostra si chiude con dipinti e tecniche miste di artisti italiani, europei e americani (da Max Ernst a Andy Warhol) attivi sino all’ultimo quarto del XX secolo.
La mostra è organizzata dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Biella con la collaborazione della Fondazione Museo del Territorio. Partners istituzionali la Regione Piemonte e la Fondazione della Cassa di Risparmio di Biella.
Il curatore è il prof. Francesco Solinas, Maitre des Conférences au Collège de France, studioso e conoscitore della cultura figurativa europea tra Cinquecento e Settecento, riconosciuto internazionalmente e già curatore della mostra dedicata alle raccolte di Cassiano dal Pozzo (Roma 2000-Biella 2001).
Sin dall’antichità, in forme realistiche o stilizzate, l’uomo ha raffigurato i fiori: sublimi creazioni del Divino e miracoli della Natura, simboli sacri, elementi essenziali del culto, fondamentali nella medicina. Accessori della bellezza, del decoro e dell’eleganza, i fiori hanno rivestito ruoli fondamentali sin dagli albori della storia ispirando teologi e poeti. Strettamente associati alle pratiche religiose, magiche e mediche, i fiori sono rappresentati nella scultura babilonese, nella pittura egizia, come nelle prime ceramiche cinesi, significando per millenni la rarità e l’eccellenza della natura conquistata dall’uomo. Ma è solo negli ultimi decenni del XVI secolo che la rappresentazione artistica dei fiori si afferma come autonomo genere nella pittura europea.
La prestigiosa e spesso inedita selezione dei dipinti esposti a Biella, ordinata in nove sezioni tematiche e cronologiche, si apre con Fiori e Figure, dedicata al complesso rapporto simbolico tra il genere floreale e quello del ritratto. In questa sezione sono presentate opere di Friederich Valckenborch, Frans Pourbus il giovane, Tiberio Titi e Cornelis de Vos. Fanno seguito due sezioni dedicate alle opere dei maggiori fioranti e pittori di natura morta in Europa tra il Cinque e Seicento e dipinti totalmente inediti, italiani e fiamminghi, recentemente riscoperti alla Basilica Reale di Superga.
Seguendo lo sviluppo del genere pittorico diffuso in Europa attraverso la stampa dei Florilegi, compendi botanico-devozionali editi soprattutto in Germania, nelle Fiandre e in Francia, sono in mostra alcune preziose illustrazioni a stampa e disegni giunti dalle maggiori biblioteche e collezioni italiane. Nature morte con fiori e vasi isolati dipinti dall’olandese Balthazar van der Ast, dal francese Jacques Linard e dall’olandese Jan Davidsz de Heem introducono le opere di artisti più giovani le cui carriere di grandi specialisti del genere fecero la fortuna europea della pittura di fiori: ricordiamo Giovanna Garzoni, l’eccelsa miniatrice di principi e cardinali, e Mario de’ Fiori, maestro romano del genere.
I monumentali vasi di Jean-Baptiste Monnoyer e di Blin de Fontenay, pittori del Re Sole, introducono agli sviluppi settecenteschi e alla definizione di due diversi approcci estetici e stilistici: da un lato la pittura raffinata e intimista di Jan van Huysum e dei suoi seguaci, dall’altro le composizioni decorative degli artisti al servizio della corte francese.
Legato alla storia della ricerca botanica e del commercio delle essenze rare e preziose, tra Controriforma e Illuminismo, il genere floreale prese parte all’evoluzione dell’illustrazione scientifica e alle prime classificazioni per specie delle piante. Selezionate per la mostra sono le prestigiose tavole botaniche di Jacopo Ligozzi e gli accuratissimi ritratti di fiori di Jacques de Gheyn. Sono inoltre presenti anche i preziosi Florilegi a stampa, che, a partire dalla fine del Cinquecento, diffusero in Europa le accuratissime immagini scientifiche di fiori divenute presto modelli per i pittori.
Assieme ai generi del paesaggio, della veduta architettonica e del ritratto, la pittura di fiori fu testimone privilegiato dell’arte dell’Ancien Régime, affermandosi nel Settecento come somma espressione della decorazione. E’ con l’arte di artisti lionesi, quali Antoine Berjon, Augustin Thierrat e Simon de Saint Jean, legati alle riflessioni del romanticismo filosofico e letterario, che la pittura di fiori ritorna alla sua funzione illustrativa di essenze rare ed esotiche. Ma già nel 1855, artisti come Adolphe Monticelli ed Edouard Manet si rifacevano allo sfumato settecentesco e alla pittura materica dei maestri veneziani e napoletani della fine del Seicento, iniziando a rompere l’equilibrio realista e razionale stabilito dai loro maestri nei primi decenni dell’Ottocento. Sono gli esordi dell’Impressionismo, che si sarebbe affermato proprio attraverso la pittura di fiori entrando nelle case più esclusive di collezionisti raffinati e mercanti d’arte. Rappresentato in mostra da alcune importanti tele di artisti quali Felix Ziem, Odilon Redon e Pierre Auguste-Renoir, il movimento impressionista inaugura il Novecento.
Con la sezione del Florilegio Novecentesco la rassegna biellese va oltre gli elegantissimi esordi del secolo, rappresentati da pezzi mirabolanti di Giovanni Boldini, James Ensor, Jacques Emile Blanche, Edgar Maxence ed Ernest Quost. Maurice de Vlaminck, Oscar Kokoschka, Giorgio Morandi e Filippo De Pisis esplorano gli sviluppi del genere nella pittura del nuovo secolo. La mostra si chiude con dipinti e tecniche miste di artisti italiani, europei e americani (da Max Ernst a Andy Warhol) attivi sino all’ultimo quarto del XX secolo.
La mostra è organizzata dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Biella con la collaborazione della Fondazione Museo del Territorio. Partners istituzionali la Regione Piemonte e la Fondazione della Cassa di Risparmio di Biella.
Il curatore è il prof. Francesco Solinas, Maitre des Conférences au Collège de France, studioso e conoscitore della cultura figurativa europea tra Cinquecento e Settecento, riconosciuto internazionalmente e già curatore della mostra dedicata alle raccolte di Cassiano dal Pozzo (Roma 2000-Biella 2001).
21
marzo 2004
Fiori. Cinque secoli di pittura floreale dal Cinquecento a Andy Warhol
Dal 21 marzo al 27 giugno 2004
arte moderna e contemporanea
Location
MUSEO DEL TERRITORIO BIELLESE – CHIOSTRO DI SAN SEBASTIANO
Biella, Via Quintino Sella, (Biella)
Biella, Via Quintino Sella, (Biella)
Biglietti
€ 6,00, ridotto € 3,00 (minori di anni 18 e maggiori di anni 65, club, cral, associazioni convenzionate, gruppi adulti). Scolaresche (obbligo di prenotazione): € 3,00 a studente. Visita guidata per gruppi adulti (gruppo minimo 10, massimo 30 persone): € 50,00. Visita guidata per singolo visitatore: € 40,00. Audioguida: € 4,00. Gratuito: disabili e minori di 6 anni. Visita guidata al mattino per le scolaresche solo su prenotazione. Martedì e mercoledì visite guidate per gruppi
Orario di apertura
martedì e mercoledì (ore 15-19), giovedì e venerdì (10-19), sabato (10-22), domenica (10-19)
Sito web
www.museodelterritorio.it/fiori