Create an account
Welcome! Register for an account
La password verrà inviata via email.
Recupero della password
Recupera la tua password
La password verrà inviata via email.
-
- container colonna1
- Categorie
- #iorestoacasa
- Agenda
- Archeologia
- Architettura
- Arte antica
- Arte contemporanea
- Arte moderna
- Arti performative
- Attualità
- Bandi e concorsi
- Beni culturali
- Cinema
- Contest
- Danza
- Design
- Diritto
- Eventi
- Fiere e manifestazioni
- Film e serie tv
- Formazione
- Fotografia
- Libri ed editoria
- Mercato
- MIC Ministero della Cultura
- Moda
- Musei
- Musica
- Opening
- Personaggi
- Politica e opinioni
- Street Art
- Teatro
- Viaggi
- Categorie
- container colonna2
- container colonna1
Per quest’anno, cambia spiaggia. Basta con le solite mete, tipo Costa Paradiso o l’Isola di Pasqua. Molto meglio qualcosa tipo Solitude Island, una lingua di terra nei pressi di Devil Lake, Ontario. Chi preferisce la montagna deve assolutamente organizzare una escursione a Mount Hopeless, Australia. Insomma, il mondo è pieno di luoghi dal nome triste e Damien Rudd non se n’è fatto scappare nemmeno uno. Il fotografo e designer australiano, che ha un account Instagram molto seguito, li ha raccolti tutti in un libro pubblicato da Jean Boîte Editions, Triste Tropique, nome preso dal famoso saggio di Claude Lévi-Strauss che inizia così: «Odio i viaggi e gli esploratori». Da Crying Lady Rock a Disappointment Island, da Suicide Bay a Massacre Island, ci sono solo i peggiori ma chi si aspetta fotografie suggestive ha perso la bussola, questa non è una guida turistica. Si tratta più di un raffinato esperimento linguistico e visivo, perché nel libro sono raccolti gli screenshot presi da Google Maps e alcuni cenni sull’origine dell’infausta topografia.