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“Non mi ricandido a Presidente per il bene della Francia”. Così Monsieur Hollande ha stupito tutti, in diretta TV, dall’Eliseo. Una sconfitta, o una presa di coscienza – viste le innumerevoli critiche che hanno accompagnato il suo mandato – o un gioco politico?
Fatto sta che l’appello è stato solo quello alla sinistra, per un’unità contro il pericolo Front National e Fillon. Mai nessun Presidente francese, prima d’ora, aveva rinunciato a ripresentarsi, eccetto Sarkozy, stracciato alle elezioni.
“Sono consapevole che la mia candidatura non radunerebbe la sinistra”, ha annunciato Hollande, che ha parlato anche della volontà, durante il suo mandato, di “proteggere” il modello francese, in questi anni costellato di problemi non facili, dagli attentati alle periferie in fiamme.
Un leader impopolare, alle strette, che ha dovuto a sua volta a sua volta fare ammenda della sua “immagine”, come del resto avrebbero fatto bene a fare dozzine di leader nel mondo, Mister Berlusconi in primis, visto che ha annunciato la sua ricandidatura a 80 anni suonati. Ne avevamo bisogno.
Insomma, la Francia è a un bivio bello e buono, con la possibilità di un’avanzata “destrosa” e integralista, visto che secondo Hollande il rivale François Fillon, alle primarie della destra, “rappresenta un progetto che rimette in discussione il modello sociale e il servizio pubblico”. Peccato che, diciamola tutta, questo modello sociale e questo servizio pubblico, in Francia come altrove, per certi versi si siano visti poco. E i risultati, invece, si vedono eccome. (MB)