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Una leggendaria cantante egiziana in uno scrigno architettonico barocco? Sinestesie e sovrapposizioni suggestive tra i marmi e le sculture della Chiesa del Carmine, compresa nel Museo di Palazzo Lanfranchi, dove saranno presentate due nuove opere video di Shirin Neshat, in occasione delle manifestazioni di Matera Capitale Europea della Cultura 2019 e in collaborazione con il MAXXI di Roma. L’11 settembre, in occasione dell’inaugurazione, dalle 18, l’artista iraniana interverrà nel corso di un talk con Marta Ragozzino, Direttrice del Polo Museale Regionale della Basilicata, Bartolomeo Pietromarchi, Direttore del MAXXI Arte, e Paolo Verri, Direttore Fondazione Matera-Basilicata 2019.
Remembrance e In Trance sono i titoli delle opere che verranno proiettate a Matera, tratte dall’ultimo lungometraggio di Shirin Neshat, Looking for Oum Kulthum, dedicato alla leggendaria cantante egiziana e presentato in concorso alla 74ma Mostra del Cinema di Venezia, nel 2017, dove, peraltro, l’artista aveva già vinto il Leone d’Argento, nel 2009, con la sua prima opera cinematografica, Women Without Men, dedicata all’Iran nel 1953.
Neshat è nota a livello internazionale per i suoi lavori fotografici, i video e i film che riflettono sulla complessità della società e della cultura islamica, indagando, in particolare, la diseguaglianza di genere e l’identità femminile. Temi che ritornano nella narrazione di Looking for Oum Kulthum.
Il film racconta la storia di Mitra, una regista di origini iraniane, e il suo sogno di realizzare un film dedicato alla leggendaria cantante egiziana Oum Kulthum, considerata una icona nel mondo arabo, al punto che il parlamento egiziano interrompeva le sedute per permettere ai deputati di ascoltare i concerti della cantante, trasmessi via radio. Cantante straordinaria, attivista politica, donna indipendente in un contesto reazionario e patriarcale, Kulthum, nel film di Neshat, diventa una ossessione per Mitra che, tentando di andare oltre il mito e approfondire la persona, sprofonda in una forte crisi emotiva e si isola, contro colleghi e produttori che non credono possa farcela a concludere le riprese.
Nella cornice seicentesca della Chiesa della Madonna Carmine, i due video tratti da questo film, che si alternano su un unico schermo, riflettono rispettivamente sulla figura di Kulthum e sul potente fascino che esercitava sul pubblico. Come trasportati in un sogno, in Remembrance vediamo un ragazzo condotto dalla voce della cantante in una sorta di labirinto spazio-temporale. Nel video In Trance l’attenzione si concentra sul potere mistico della sua musica, capace di ipnotizzare gli ascoltatori.
In questa riflessione sull’esperienza estatica legata alla voce di Kulthum, affiorano la fragilità e le incertezze della giovane cantante che s’interroga su come riuscire ad avvicinarsi emotivamente al suo pubblico, un cruccio che effettivamente la tormentò durante tutta la vita.