Affermare che le proposte didattiche facciano impennare il numero dei visitatori di ogni mostra e museo è indiscutibile e a volte controproducente per la qualità delle stesse; ma quello che risulta ancor più interessante è che oramai tale servizio risulta imprescindibile da ogni attività espositiva.
Ne è la prova la volontà della 50. Esposizione Internazionale d’Arte La Biennale di Venezia, che quest’anno per la prima volta in assoluto, ha proposto un Progetto Educational.
Quali sono state le principali difficoltà nell’organizzazione di questo progetto?
Reperire il materiale informativo, delle opere e degli artisti partecipanti. La progettazione dei percorsi tematici da presentare al pubblico doveva precedere di molto l’inaugurazione della mostra, ma in realtà le operatrici del Cavaliere Azzurro hanno potuto contattare gli artisti, chiarendo significati e messaggi eventuali delle opere, solo durante l’allestimento. Molti degli artisti erano semi sconosciuti o sconosciuti nel panorama internazionale dell’arte contemporanea, e ciò che si poteva evincere dalle bozze descrittive inviate non rispondeva sempre alla realtà degli allestimenti.
Quali le attese e quali i consuntivi reali?
Il periodo d’esposizione della Biennale arte, da giugno a fine ottobre, esclude parzialmente il mondo della scuola, quindi organizzare un progetto di promozione ed educazione all’arte contemporanea che non si rivolga solo agli insegnanti e agli studenti ha rappresentato una scelta senz’altro innovativa. Immaginavo che avremo lavorato molto tra settembre ed ottobre, e così è stato, ma la vera sorpresa è stata la partecipazione numerosa dei ragazzi dei centri estivi e del pubblico adulto che ha superato il disagio di chi non sempre sente di possedere gli strumenti adatti per comprendere l’arte contemporanea.
E le famiglie?
Sono state numerose durante i fine settimana, hanno partecipato alle iniziative didattiche con i loro bambini. E’ stata una tra le altre inaspettate e piacevoli sorprese.
Abbiamo raccolto entusiastici consensi da parte di insegnanti, ragazzi, addetti ai lavori e da parte di tutto il pubblico che ha partecipato. Un progetto didattico così strutturato e articolato mancava alla Biennale. E’ piaciuta molto l’idea di rivolgere l’attenzione ad un pubblico dal target diverso, modulando linguaggio ed approccio metodologico.
Un esempio di reazione emblematica?
Ogni gruppo ci salutava auspicando che la prossima Biennale fosse nuovamente intenzionata a presentare una tale iniziativa…
Quale metodologia e finalità ha guidato il progetto?
Il progetto nasce con finalità educative e di avvicinamento del pubblico al linguaggio, dell’arte contemporanea, differenziando il metodo didattico e l’approccio rispetto alle differenti fasce d’età, nella convinzione che la didattica sia un valido strumento per creare stimoli e riflessioni sulla quotidianità che l’arte contemporanea esprime.
I percorsi e i laboratori progettati per la scuola materna, le famiglie ed i centri estivi (Giocagiardini e Giocarsenale) hanno privilegiato l’esperienza ludica
Le attività rivolte alle scuole dell’obbligo hanno privilegiato percorsi interdisciplinare, che prevedevano la visita ai Padiglioni Stati Uniti, Gran Bretagna, Israele e Palestina per ridare una visione di una città come Venezia che favorì in passato l’integrazione culturale. I
Didattica quindi come progetto, come studio e ricerca, come interattività con un pubblico anche extra-scoalstico ma soprattutto, ci auspichiamo, come consuetudine…
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