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IL PICCOLO MACELLAIO. Come farsi amica la propria peggiore paura
Una storia intensa e simbolica sul superamento delle paure attraverso una figura grottesca e ambigua, quella del “piccolo macellaio”
IL PICCOLO MACELLAIO
Come farsi amica la propria peggiore paura artista Riccardo Garolla.
Comunicato stampa
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Una storia intensa e simbolica sul superamento delle paure attraverso una figura grottesca e ambigua, quella del "piccolo macellaio".
LA MOSTRA
IL PICCOLO MACELLAIO
Come farsi amica la propria peggiore paura artista Riccardo Garolla.
Illustrato da Riccardo Garolla con uno stile inquietante e privo di stereotipi, lontano da estetiche disturbanti, questo lavoro trova nel grottesco la sua forma di espressione privilegiata. Con un mix di leggerezza e ironia, Il piccolo macellaio ci guida attraverso una narrazione che trasforma le paure in un linguaggio visivo originale e coinvolgente.
Il protagonista è un bambino spaventato dal buio e dalle figure che esso nasconde: streghe, lupi, corvi, animali fantastici, gabbie. Tuttavia, incontra anche quella che è forse la paura più universale: il vuoto. Il buio non è solo oscurità ed assenza, ma anche un contenitore, un fertile terreno per le paure immaginarie e le non-figure, quei mostri invisibili che la mente infantile crea.
Nella visione ironica e giocosa di Garolla, queste paure assumono forme grottesche, inquietanti ma quasi comiche, viste attraverso gli occhi del "piccolo macellaio".
Crescendo, il bambino si confronta con queste proiezioni del terrore e, una volta adulto, le affronta nel modo più drastico: diventando un macellaio di agnelli. Il gesto simbolico del macellare rappresenta qui la sconfitta delle paure, la loro trasformazione e, infine, la liberazione.
Il percorso del bambino è quello di una metamorfosi: da spaurito a consapevole, da vittima delle proprie paure a dominatore di esse. L’atto di uccidere gli "agnelli", metafore delle sue stesse ansie e paure, è crudele ma necessario. Così, abbracciando il proprio Daimon, il "piccolo macellaio" non solo si libera dai propri demoni, ma trova anche la pace, attraverso un mestiere tanto feroce quanto catartico.
Il mio lavoro si evolve in un quadro di ricerca in cui cerco di riformulare una relazione tra la psicologia umana e il mondo vissuto attraverso il processo artistico. Le mie riflessioni nascono principalmente da uno studio immaginativo dell'archetipo. L'archetipo è un'immagine nascosta nella coscienza umana, nel nostro “subconscio individuale” legato alle nostre esperienze personali. Cerco di collocare il mio lavoro in un contesto in cui possa sviluppare la propria identità e abitare lo spazio, non solo per far emergere la sua forma, ma anche per creare una relazione con gli osservatori, invitandoli a visitare luoghi interni segreti e intimi, come se stessero camminando in un “giardino della psiche” che riaffiora. In questo modo, la mia ricerca pratica e teorica sulla materia cerca di risvegliare antiche immagini addormentate della psiche. Il potenziale espressivo della mia ricerca risiede nello sviluppo di una manualità consapevole, capace di trasformare il concetto di errore in quello di sviluppo, rispettosa di un processo di esplorazione immaginativa aperta e consapevole dei propri limiti, considerando la tecnica artistica come funzionale alla realizzazione dell'opera.
A cura di Enrica Benedetto.
LA MOSTRA
IL PICCOLO MACELLAIO
Come farsi amica la propria peggiore paura artista Riccardo Garolla.
Illustrato da Riccardo Garolla con uno stile inquietante e privo di stereotipi, lontano da estetiche disturbanti, questo lavoro trova nel grottesco la sua forma di espressione privilegiata. Con un mix di leggerezza e ironia, Il piccolo macellaio ci guida attraverso una narrazione che trasforma le paure in un linguaggio visivo originale e coinvolgente.
Il protagonista è un bambino spaventato dal buio e dalle figure che esso nasconde: streghe, lupi, corvi, animali fantastici, gabbie. Tuttavia, incontra anche quella che è forse la paura più universale: il vuoto. Il buio non è solo oscurità ed assenza, ma anche un contenitore, un fertile terreno per le paure immaginarie e le non-figure, quei mostri invisibili che la mente infantile crea.
Nella visione ironica e giocosa di Garolla, queste paure assumono forme grottesche, inquietanti ma quasi comiche, viste attraverso gli occhi del "piccolo macellaio".
Crescendo, il bambino si confronta con queste proiezioni del terrore e, una volta adulto, le affronta nel modo più drastico: diventando un macellaio di agnelli. Il gesto simbolico del macellare rappresenta qui la sconfitta delle paure, la loro trasformazione e, infine, la liberazione.
Il percorso del bambino è quello di una metamorfosi: da spaurito a consapevole, da vittima delle proprie paure a dominatore di esse. L’atto di uccidere gli "agnelli", metafore delle sue stesse ansie e paure, è crudele ma necessario. Così, abbracciando il proprio Daimon, il "piccolo macellaio" non solo si libera dai propri demoni, ma trova anche la pace, attraverso un mestiere tanto feroce quanto catartico.
Il mio lavoro si evolve in un quadro di ricerca in cui cerco di riformulare una relazione tra la psicologia umana e il mondo vissuto attraverso il processo artistico. Le mie riflessioni nascono principalmente da uno studio immaginativo dell'archetipo. L'archetipo è un'immagine nascosta nella coscienza umana, nel nostro “subconscio individuale” legato alle nostre esperienze personali. Cerco di collocare il mio lavoro in un contesto in cui possa sviluppare la propria identità e abitare lo spazio, non solo per far emergere la sua forma, ma anche per creare una relazione con gli osservatori, invitandoli a visitare luoghi interni segreti e intimi, come se stessero camminando in un “giardino della psiche” che riaffiora. In questo modo, la mia ricerca pratica e teorica sulla materia cerca di risvegliare antiche immagini addormentate della psiche. Il potenziale espressivo della mia ricerca risiede nello sviluppo di una manualità consapevole, capace di trasformare il concetto di errore in quello di sviluppo, rispettosa di un processo di esplorazione immaginativa aperta e consapevole dei propri limiti, considerando la tecnica artistica come funzionale alla realizzazione dell'opera.
A cura di Enrica Benedetto.
27
settembre 2024
IL PICCOLO MACELLAIO. Come farsi amica la propria peggiore paura
Dal 27 settembre al 06 ottobre 2024
arte contemporanea
Location
L’Agnelleria
Torino, Via Exilles, (TO)
Torino, Via Exilles, (TO)
Orario di apertura
18.00 20.30
Vernissage
27 Settembre 2024, 18.00 20.30
Sito web
Autore
Curatore
Media partner