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Sabino Gesmundo – Una rilettura 1965-2011
L’allievo di Domenico Cantatore torna ad incantare a Terlizzi, con una serie di olii su tela, acquerelli e ceramiche.
Comunicato stampa
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“Ancora Sabino Gesmundo? Sì… per due e complessi motivi. A distanza di circa un anno vengono proposte altre e diverse opere dell’artista terlizzese scomparso il 16 maggio del 2011.
Queste le motivazioni.
Per ricordarlo nel feroce massacro delle Fosse Ardeatine, in cui fu barbaramente ucciso lo zio Gioacchino insieme all’altro martire terlizzese don Pietro Pappagallo. Evento che gravò sulla psiche e sulla mente del Nostro, tanto da rifiutare nella complessità e varietà iconografica della sua arte la figura umana per lasciare spazio invece alla natura e alle sue manifestazioni fenomeniche e noumeniche.
Per approfondire la conoscenza del suo percorso artistico, che nel suo divenire risulta articolato nel tempo e multiplo nella sua resa estetica. Ma in questa nuova esposizione, si è preferita una nuova chiave di lettura: evidenziare l’evoluzione formale all’interno delle singole aree tematiche specifiche della sua produzione. Da qui l’indagine dello sguardo sugli elementi, nello specifico della matericità pittorica e coloristica, funzionali ai temi iconografici presenti nella sua produzione, quali la natura morta, i galli, gli ulivi o solo piedi dei tronchi, i fiori, i cespugli e i loro riflessi di luce, le acque e gli stagni, i paesaggi con pochi alberi e folti boschi. Allo stesso tempo va individuato uno studio attento ed analitico del Nostro sui movimenti artistici del secolo, da intendere come aggiornamento alle tendenze d’avanguardia che avevano modificato, dopo secoli, tutta la storia dell’arte: nello specifico dal cubismo al neorealismo, dall’espressionismo al surrealismo fino all’informale materico.
Tutto questo alla Pinacoteca DE NAPOLI di Terlizzi. Alla Galleria ADSUM artecontemporanea, invece, accanto a circa venti opere ad olio e acquerello, l’oggettivistica in ceramica. Quest’ultima fu una passione secondaria, ma rivelatrice di un profondo amore per Terlizzi e la sua storia, di cui la lavorazione della creta fu ed è parte non secondaria della sua civiltà economico-artistica, purtroppo non ancora adeguatamente valorizzata o del tutto trascurata. E proprio da questo amore nacque un’intesa creativa con la fornace della famiglia D’Aniello per la quale creò una lettura personale del decoro specifico dei piatti terlizzesi: il gallo vitale… e della cui produzione collezionò piccoli prototipi di oggetti di grande perfezione formale da sembrare usciti dalle opere del nostro Morandi: in tal modo i manufatti e la loro rappresentazione, la realtà e l’immaginario visivo si identificavano. Grazie Sabino.”
di Luigi Dello Russo
Queste le motivazioni.
Per ricordarlo nel feroce massacro delle Fosse Ardeatine, in cui fu barbaramente ucciso lo zio Gioacchino insieme all’altro martire terlizzese don Pietro Pappagallo. Evento che gravò sulla psiche e sulla mente del Nostro, tanto da rifiutare nella complessità e varietà iconografica della sua arte la figura umana per lasciare spazio invece alla natura e alle sue manifestazioni fenomeniche e noumeniche.
Per approfondire la conoscenza del suo percorso artistico, che nel suo divenire risulta articolato nel tempo e multiplo nella sua resa estetica. Ma in questa nuova esposizione, si è preferita una nuova chiave di lettura: evidenziare l’evoluzione formale all’interno delle singole aree tematiche specifiche della sua produzione. Da qui l’indagine dello sguardo sugli elementi, nello specifico della matericità pittorica e coloristica, funzionali ai temi iconografici presenti nella sua produzione, quali la natura morta, i galli, gli ulivi o solo piedi dei tronchi, i fiori, i cespugli e i loro riflessi di luce, le acque e gli stagni, i paesaggi con pochi alberi e folti boschi. Allo stesso tempo va individuato uno studio attento ed analitico del Nostro sui movimenti artistici del secolo, da intendere come aggiornamento alle tendenze d’avanguardia che avevano modificato, dopo secoli, tutta la storia dell’arte: nello specifico dal cubismo al neorealismo, dall’espressionismo al surrealismo fino all’informale materico.
Tutto questo alla Pinacoteca DE NAPOLI di Terlizzi. Alla Galleria ADSUM artecontemporanea, invece, accanto a circa venti opere ad olio e acquerello, l’oggettivistica in ceramica. Quest’ultima fu una passione secondaria, ma rivelatrice di un profondo amore per Terlizzi e la sua storia, di cui la lavorazione della creta fu ed è parte non secondaria della sua civiltà economico-artistica, purtroppo non ancora adeguatamente valorizzata o del tutto trascurata. E proprio da questo amore nacque un’intesa creativa con la fornace della famiglia D’Aniello per la quale creò una lettura personale del decoro specifico dei piatti terlizzesi: il gallo vitale… e della cui produzione collezionò piccoli prototipi di oggetti di grande perfezione formale da sembrare usciti dalle opere del nostro Morandi: in tal modo i manufatti e la loro rappresentazione, la realtà e l’immaginario visivo si identificavano. Grazie Sabino.”
di Luigi Dello Russo
15
marzo 2013
Sabino Gesmundo – Una rilettura 1965-2011
Dal 15 al 27 marzo 2013
arte contemporanea
Location
ADSUM ARTECONTEMPORANEA
Terlizzi, Via Guglielmo Marconi, 5, (Bari)
Terlizzi, Via Guglielmo Marconi, 5, (Bari)
Orario di apertura
dal lunedì al sabato dalle ore 10.00-12.30 18.30- 20.30
Vernissage
15 Marzo 2013, ore 19 presso Pinacoteca "De Napoli"; ore 20 presso "Adsum";
Autore
Curatore