Qual è stato il tuo percorso artistico?
Il mio percorso artistico nasce e muove i primi passi a Catanzaro, dove ho conseguito la Laurea in Scultura presso lâAccademia di Belle Arti; è nel periodo dei miei studi che ho conosciuto il linguaggio contemporaneo.
Da lĂŹ partono le mie prime sperimentazioni, indagando nuove forme attraverso diversi materiali. Ho abbandonato le forme figurative quasi subito, lasciando il posto alla pura forma priva di contaminazioni realistiche. Nel frattempo, accanto alla sperimentazione formale ho sviluppato un interesse per la ricerca di materiali diversi, miranti a soddisfare le mie esigenze di pensiero e comunicazione. Le prime esposizioni sono arrivate durante gli anni di formazione, con diverse collettive nei principali luoghi espositivi calabresi â âPremio internazionale LĂŹmenâ, âZone scoperte 3â, solo per citarne alcune -; e su tutto il territorio nazionale, ne ricordo una âIl premio nazionale delle arti MIURâ, in cui sono arrivato finalista. Dopo aver acquisito esperienza con gallerie e associazioni culturali, arriva la collaborazione e il supporto della Galleria Ellebbi della cittĂ di Cosenza. Grazie al dialogo con altri artisti della galleria e alle figure di riferimento dello spazio, che hanno accolto le mie opere, diversi collezionisti hanno iniziato ad apprezzare la mia arte.
Quali sono gli elementi principali del tuo lavoro?
La mia ricerca artistica si basa sulla creazione di materie, che suscitano istinti primordiali e rapiscano in un vortice di sensazioni tattili e mentali il fruitore. La scelta della forma spesso diventa un pretesto per amplificare queste sensazioni viscerali, che si provano osservando le mie opere. Il mio linguaggio nasce dallâidea di fondere la materia con la conformazione fisica del soggetto, amplificando la sensazione che il nostro cervello partorisce alla visione dellâopera. Ă proprio questo il senso della mia ricerca, creare forme e superfici che, interagendo con il vissuto del fruitore, creano associazioni mentali che aprono nuovi orizzonti.
In quale modo secondo te lâarte può interagire con la societĂ , diventando strumento di riflessione e spinta al cambiamento?
Lâarte interagisce sempre con la societĂ perchĂŠ è espressione di essa, piuttosto è necessario chiarire il suo ruolo nellâinterazione. Lâarte non deve essere trainata ma deve trainare, e lo può fare solo rimanendo sensibile ai problemi, assumendosi il peso e la responsabilitĂ del cambiamento.
Quali sono i tuoi programmi per il futuro?
Oggi insegno nelle Scuole Superiori, discipline plastiche, e la mia ricerca artistica si è maggiormente intensificata, concretizzandosi con nuovi indirizzi di studio sia formali sia materiali. Infatti, sto sperimentando altri materiali, carta, vetroresina, legno. Programmi per il futuro? à far conoscere sempre di piÚ la mia arte, perchÊ è espressione di me stesso ma soprattutto è il linguaggio preferenziale per comunicare con la società . Ho ancora tanto da dire e tanto da scoprire e far scoprire.
In quale modo le istituzioni potrebbero agevolare il lavoro di artisti e curatori?
Credo che le istituzioni debbano amare di piĂš lâarte e i suoi interpreti, perchĂŠ essa fa cultura, ovvero genera bellezza e idee. E, citando una celebre frase di Dostoevskj nel âLâidiotaâ, la bellezza salverĂ il mondo e le idee lo miglioreranno; se si è convinti di ciò non si può non dare maggiori spazi, in termini di luoghi e finanziamenti, ai giovani e agli artisti affermati. Bisognerebbe che le istituzioni diventassero promotori di arte, valorizzandola nelle scuole e nel tessuto sociale e culturale di ogni cittĂ .
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