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Il 28 marzo alle ore 19 Museion, museo di arte moderna e contemporanea di Bolzano, inaugura una mostra fondamentale dedicata al rapporto tra graffiti e arte contemporanea. Prima esposizione istituzionale in Italia a esplorare l’evoluzione dell’uso della pittura spray nell’arte, Graffiti indaga come il linguaggio visivo proprio della città e della strada abbia influenzato la pratica artistica in studio. La mostra propone una lettura della pratica dei graffiti soprattutto come una prospettiva unica per osservare e vivere il paesaggio urbano.
Riunendo opere transdisciplinari realizzate nell’arco di 70 anni, la mostra si concentra su un approccio che supera la storicizzazione del graffiti writing come pratica “outsider”. A partire dalle pitture a spray degli anni ’50 e ’60, che anticipano i graffiti, l’esposizione si sviluppa attraverso le opere di celebri writer degli anni ’80 fino ad arrivare ad artiste e artisti contemporanei che integrano i graffiti nelle loro pratiche eterogenee.
La bomboletta spray, lo strumento che caratterizza i graffiti contemporanei, fu brevettata negli Stati Uniti nel 1951. Dalla sua introduzione come prodotto di consumo negli anni ’50, fino alla fine degli anni ’60 – quando cominciò a diffondersi il graffiti writing, pratica oggi ampiamente riconosciuta – passarono quasi vent’anni, durante i quali anche artiste e artisti figurativi sperimentarono questo strumento. Una volta che la vernice spray divenne lo stile predominante per la realizzazione dei graffiti, il suo utilizzo in qualsiasi altro contesto venne inevitabilmente associato a questa pratica. Una semplice linea di vernice spray evoca infatti immediate associazioni con la ribellione e l’urbanità, che si tratti di un’intenzione consapevole o meno.
La mostra si sviluppa su 1.500 metri quadrati nei due piani più ampi di Museion, e presenta opere chiave dalla seconda metà del XX secolo fino ai giorni nostri, oltre a nuove opere site-specific.
Informazioni
www.museion.it
Immagini
- Dan Christensen, O, 1968. © Estate of Dan Christensen. Courtesy Berry Campbell, New York
- KAYA (Kerstin Brätsch & Debo Eilers), installation view Curated by N.O.Madski – KAYA V (Kerstin Brätsch / Debo Eilers), Meyer Kainer, Vienna, 2015. Photo: Ulrich Holz. Courtesy of the artists, Meyer Kainer, Vienna, and Deborah Schamoni
- Keith Haring, Untitled, 1983. Centraal Museum Utrecht Collection. Photo: Gert Jan van Rooij. Keith Haring artwork © Keith Haring Foundation