Fino al 12 novembre al Gaggenau DesignElementi di Roma la mostra “Fiori Invisibili”, a cura di Sabino Maria Frassà, che presenta una serie di opere realizzate dal duo TTOZOI «a partire da materie organiche (farine, acqua e pigmenti naturali), che ci mettono in contatto con un mondo extraordinario – le muffe – elementi che normalmente non consideriamo nell’ambiente intorno a noi», hanno spiegato gli organizzatori.
«Si tratta – hanno proseguito – della seconda mostra del ciclo Extraordinario, il progetto artistico che nel corso di tutto il 2021 animerà, attraverso un percorso dinamico e ispirato a un futuro di materia, bellezza e progresso, gli spazi Gaggenau DesignElementi di Roma e Milano. Filo conduttore: la coesistenza nello spazio urbano, architettonico e sociale».
Sabino Maria Frassà, Direttore artistico di Cramum e curatore della mostra, ci ha raccontato il progetto.
«Credo fortemente che l’obiettivo non sia mai vendere ma condividere attraverso l’arte e il design una rinnovata consapevolezza e una visione sul mondo che sarà.
“Fiori Invisibili” del duo TTOZOI è la 16ma mostra frutto della collaborazione tra Cramum, Gaggenau e DesignElementi. Dopo una mostra al Duomo di Milano Erica Sagripanti, brand manager di Gaggenau, mi chiese di collaborare per lo spazio meneghino che stavano aprendo. Proposi un ciclo culturale, un progetto più ampio portatore di una visione di responsabilità aziendale, arte e design. L’idea piacque molto e così lavoro a questo esperimento unico in Italia da quattro anni insieme a un’appassionata squadra tutta al femminile di architetti ed esperti del design: Damia Camillo, Federica de Carli, Monica Cau, Tiziana Ponzio, Rosa La Rosa Rengifo e Francesca Straffi».
«Con Extraordinario vorremmo far riflettere sul mondo che ci circonda con maggiore consapevolezza: noi esseri umani siamo un elemento della realtà, non la realtà stessa.
Il duo TTOZOI con acqua, farina e juta trasforma la muffa in arte, ovvero ci mostra il bello, la straordinarietà di qualcosa tanto comune quanto per lo più combattuto nell’arte come nell’architettura e nel design».
«Il duo TTOZOI parte dalla muffa per raccontare l’esperienza umana e l’essenza della vita stessa. C’è un forte senso religioso che permea il lavoro: in realtà, come loro stessi ammettono, sono un trio Stefano Forgione, Giuseppe Rossi e la “Natura” o chi per essa. Questa mostra ha il coraggio di raccontare tale dimensione: le opere che abbiamo di fronte non sono create dagli artisti, ma sono un’epifania della natura che si palesa nelle radici della muffa, ovvero nella testimonianza della straordinarietà di una vita che fu e che non è più. L’arte infatti può, secondo i TTOZOI, avvicinarsi, imitare e seguire la natura, ma mai svelare il segreto della vita che rimane imperscrutabile nelle teche delle opere frutto della performance, anch’esse in mostra. Come dicono gli artisti “noi non creiamo, elaboriamo ciò che qualcun altro ha creato e a cui restituiamo Voce e visibilità con i nostri lavori”».
«In mostra si trovano opere realizzate a Pompei, Caserta e nella sinagoga di Roma al fianco della teca scura in cui sono custodite le opere avviate appunto durante la performance: in questa teca ci sono i fiori invisibili della mostra, di cui noi potremo percepire solo i resti e le radici. A settembre dopo che la vita della muffa avrà completato il proprio ciclo vitale, riallestiremo parte della mostra con le nuove opere testimoni del Genius Loci. Le opere dei TTOZOI sono infatti sempre testimonianza dello spazio – e dei suoi abitanti – che ne condiziona l’“aspetto” finale».
«I prossimi due mesi siamo concentrati sul Premio Cramum, che da otto anni unisce generazioni di artisti: inaugura il 16 luglio al Museo Francesco Messina la personale “Temporary Bodies” di Andreas Senoner (vincitore del premio nel 2018), a settembre invece a Villa Mirabello si apre la mostra “(LA) NATURA (È) MORTA?” con cui apriamo l’ottava edizione del premio. Ma in autunno tornano le mostre con Gaggenau tra Roma e Milano».
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