“Ne ho abbastanza” è la prima mostra in Italia di Susann Maria Hempel (*1983, Greiz, Germania), vincitrice del Premio Roma Villa Massimo.
Con questa mostra negli spazi dell’Accademia Tedesca Villa Massimo, a Roma, ha spiegato la Direttrice Julia Draganović, «la film-maker Susann Maria Hempel racconta una serie di storie molto intime ambientate in un contesto specifico, cioè la cittadina Greiz la cui storia è segnata gravemente dagli sviluppi nella Germania dell’Est dopo la caduta del muro di Berlino. La forza di queste opere, che apparentemente parlano di un mondo molto lontano dalla nostra realtà , sta nella loro capacità di toccarci comunque profondamente. Riescono a provocare riflessi più o meno segreti anche nelle anime di chi, prima della visita della mostra, non aveva mai sentito niente delle circostanze storico-sociali che costituiscono lo sfondo di questo lavoro».
«In mostra saranno proiettati i film Le mosche (Birds II) (2011), Il grande marciume (2013), Sette volte al giorno ci lamentiamo della nostra sorte e di notte ci alziamo per non sognare (2014) e Come è quieto il mondo (2012). I film sono corredati da testi scritti a mano a parete e pavimento dall’artista, canzoni, dati statistici tutti legati a storie vissute nella regione della Turingia. Con un andamento onirico, Hempel si muove tra i piani degli oggetti, della parola e dell’immagine, ma anche del suono, della musica e del testo», ha spiegato l’istituzione.
L’artista, nata nel 1983, a Greiz, nell’ex Repubblica Democratica Tedesca, dove oggi vive e lavora, ha studiato media design alla Bauhaus-Universität di Weimar. «Con i suoi film sperimentali – ha spiegato Villa Massimo – reagisce a un presente precario della sua città natale, una shrinking city nella provincia della Germania orientale. Grazie a queste opere riceve numerose borse di studio e riconoscimenti, tra cui il Deutscher Kurzfilmpreis (premio per cortometraggi) nel 2014 nella categoria dei film sperimentali e il Grand Prix Labo al festival internazionale dei cortometraggi a Clermont-Ferrand. Nel 2015/16 è borsista all’Akademie Schloss Solitude. Dal 2017 oltre ai suoi lavori cinematografici realizza progetti per la radio. Nel 2019 riceve il riconoscimento Hörspiel des Jahres (Radiodramma dell’anno), lo Hörspielpreis der Kriegsblinden (premio radiodrammi per ciechi di guerra) e anche il premio HAP Grieshaber della Stiftung Kunstfonds. Nel 2021 viene premiata per la sezione film e media art con il Kunstpreis Berlin della Akademie der Künste di Berlino».
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