Categorie: napoli

Esposizione permanente | Terrae Motus | Caserta, Reggia

di - 4 Aprile 2002

Ci siamo trovati, nel suo studio, in compagnia di altri due testimoni della creazione della raccolta: l’ex-socio di Mimmo Scognamiglio, Corrado Teano e l’artista Sergio Fermariello, alcuni lavori del quale fanno parte della collezione stessa.
Ci sembrava opportuno, più che riportare opinioni di funzionari pubblici in merito alle questioni burocratiche della sitemazione di Terrae Motus, ricostruire le volontà di Lucio Amelio, facendocele raccontare da chi, come Mimmo e Corrado, ha lavorato per più di dieci anni con lo scomparso gallerista. I due hanno vissuto tutte le vicende che hanno portato alla sistemazione di Tarrae Motus negli spazi della Reggia di Caserta e hanno condiviso, con il loro direttore di allora, le gioie e i dolori d’una collocazione che stentava a decidersi.

Perché Lucio Amelio pensò a Terrae Motus, cosa significava per lui?
Lucio desiderava trovare un pretesto affinché artisti di tutto il mondo potessero scegliere di venire a Napoli e realizzare lavori in questa città, permettendo così anche agli artisti, collezionisti e critici locali di confrontarsi con esperienze internazionali. Nacque così, dopo il terremoto del 1980, Terrae Motus, il cui nome fu scelto da Lucio e Nino Longobardi, mentre quest’ultimo lavorando in galleria fu sorpreso dalla prima scossa tellurica.

Dunque il terremoto suggerì lo spunto per dare corpo e contenuto ad un progetto che Lucio Amelio aveva in mente da tempo?
Si perchè lui fu uno dei primi, se non il primo in assoluto, in Italia a comprendere che il lavoro di una galleria non poteva esaurirsi nell’attività puramente commerciale e dunque limitarsi ad occupare gli spazi della galleria stessa, grande o piccola che fosse. Oggi assistiamo all’occupazione da parte dell’Arte contemporanea di un’infinità di spazi pubblici (musei, giardini, fabbriche dismesse, antiche ville, ecc.); ma allora era un’idea nuova pensare ad una collezione d’opere contemporanee accessibile a tutti.

Pensate che, se fosse ancora vivo, Lucio Amelio vorrebbe che la collezione stesse a Caserta?
Lucio desiderava fortemente che la collezione fosse ospitata in un edificio od in un museo di Napoli, eppure allora non c’era nessuna volontà da parte delle istituzioni di creare una collezione pubblica d’Arte contemporanea, né sensibilità da parte degli organi di informazione di promuovere un’iniziativa in tal senso. La stessa mostra di Caserta, quella che poi diede spunto alla collocazione lì della raccolta, fu completamente finanziata da Lucio (circa cento milioni di lire di allora).
Il fatto che egli avesse speso una simile cifra per una mostra è testimonianza di quanto fosse importante per lui ampliare il più possibile il pubblico dell’arte contemporanea.
Era ovvio dunque, che preferisse che Terrae Motus stesse in una grande cittĂ  piuttosto che in un piccolo centro.

Come mai la collezione è rimasta a Caserta?
Perchè l’allora Soprintendente Gian Marco Iacobitti fu l’unico a mostrare sensibilità nei confronti dell’iniziativa di Lucio. Questi, quando si ammalò, volle dare a tutti i costi una sistemazione definitiva alla raccolta e quindi decise il legato testamentario alla Soprintendenza di Caserta, a condizione che Terrae Motus fosse esposta al pubblico.
Probabilmente questo gesto costituiva un motivo di rivalsa nei confronti della mancata attenzione da parte di tutta Napoli verso le sue iniziative pubbliche.

Sergio Fermariello qual è e dov’è il futuro della collezione Terrae Motus?
A parere mio la raccolta si trova in un posto già troppo carico di storia ed elementi di attrazione. Quando i turisti vanno a Caserta è per visitare la Reggia e il suo parco, difficilmente visitano Terrae Motus. Per lasciare lì la raccolta c’è bisogno di una grande operazione mediatica che richiami un pubblico specifico. A Napoli la promozione di una raccolta d’arte contemporanea potrebbe rientrare all’interno della programmazione turistica di tutta la città. Il Palazzo acquistato da Lucio Amelio sulla collina di Corso Vittorio Emanuele, potrebbe essere adatto ad ospitare questo patrimonio.

link correlati
Il sito della Reggia di Caserta

Manuela Esposito e Marco Izzolino



La collezione Terrae Motus è visitabile tutti i giorni dalle 9 alle 18 con visita accompagnata ogni ora. Il costo del biglietto è di 3,50 euro

[exibart]

Visualizza commenti

Articoli recenti

  • Mostre

Officina Malanotte: un’incursione creativa nel cuore della campagna trevigiana

Nella suggestiva cornice della tenuta Bonotto Delle Tezze, fino al 21 luglio la terza edizione di “Officina Malanotte” promuove una…

7 Luglio 2024 14:00
  • Progetti e iniziative

Il Kappa FuturFestival illumina Torino in un incontro collettivo tra musica, danza e arti visive

L’undicesima edizione di Kappa FuturFestival, uno dei festival di musica elettronica piĂą famosi al mondo si conclude oggi al Parco…

7 Luglio 2024 12:44
  • Fotografia

Other Identity #119, altre forme di identità culturali e pubbliche: Lulù Withheld

Other Identity è la rubrica dedicata al racconto delle nuove identitĂ  visive e culturali e della loro rappresentazione nel terzo…

7 Luglio 2024 11:00
  • Beni culturali

Arte contemporanea al Parco di Segesta, con l’installazione di Silvia Scaringella

Il Parco Archeologico di Segesta, visitabile gratuitamente per la prima domenica del mese, presenta l’installazione di Silvia Scaringella e una…

7 Luglio 2024 9:30
  • Mostre

Artiste a Roma tra il 1910 e il 1950, una mostra necessaria e da scoprire

Nel Casino di Villa Torlonia, una mostra che restituisce uno spaccato di storia dell’arte da approfondire: in esposizione, le opere…

7 Luglio 2024 8:20
  • Mostre

Ode: si apre a Cavalese la mostra personale di Antonella De Nisco

Lungo la passeggiata sul Rio Gambis, a Cavalese fino al 29 settembre, sei grandi opere di Antonella De Nisco raccontano…

7 Luglio 2024 0:02