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‘Arte per noi’: oggi il workshop per immaginare le pratiche partecipative del futuro
Progetti e iniziative
di Silvia Conta
Oggi, 18 novembre, alle 18, “Arte per noi” darà vita al workshop Immaginare pratiche partecipative e innovative, con la partecipazione di Alfredo Pirri, artista e docente, Daniele De Luigi, curatore, Fondazione Modena Arti Visive, Gabriele Tosi, curatore indipendente, EGEON, artista muralista e il coordinamento di Paola Tognon.
Il workshop, gratuito e a numero chiuso, si svolgerà sulla piattaforma Zoom, per iscriversi potete inviare una mail a info@cooperativa19.it
“Arte per noi”: i tre incontri del progetto
I tre incontri raccontati dall’organizzazione: «Il primo incontro Ad Arte: premi, bandi, professioni, opportunità, svoltosi il 29 ottobre ha posto una particolare attenzione sul tema dei “premi nell’arte” portando l’esperienza di operatori e artisti che vi lavorano o vi hanno preso parte. Con la partecipazione di Antonella Gioli, Matteo Piccioni, Andrea Mastrovito e Doris Ghetta, moderati da Paola Tognon, si è analizzata la storia e le evoluzioni del “premio d’arte”, per una valutazione sull’efficacia e l’attualità dello strumento e delle sue relazioni con l’identità e l’attrattività di territori ed istituzioni.
Il secondo incontro Nell’Arte: artisti e operatori, svoltosi il 4 novembre, si è basato sul confronto diretto tra storie, pratiche ed esperienze di singoli operatori e professionisti con la partecipazione di Francesca Grilli, Marta Bianchi, Elena Mazzi, Caterina Riva, Bart van der Heide, Marion Piffer Damiani, moderati da Paola Tognon. Le singole esperienze, unite alla condivisione di strategie diverse messe in atto in questo particolare periodo, hanno costituito una seconda finestra di osservazione per comprendere un paesaggio in cambiamento e mettere a fuoco nuove strategie
Il terzo incontro, rivolto a immaginare pratiche partecipative e innovative, è strutturato in forma di workshop. Accompagnato dagli interventi di Alfredo Pirri, Daniele De Luigi, Gabriele Tosi, EGEON, con il coordinamento di Paola Tognon, il confronto è mirato a sollecitare e raccogliere riflessioni e analisi per delineare ricerche e attività utili a favorire l’attivazione di processi culturali innovativi oltre che di visibilità per un contesto, i suoi artisti e i suoi operatori culturali. Fra questi la proposta di un premio d’arte sul territorio di Bolzano».
Paola Tognon ci ha raccontato “Arte per noi”
Come è nato il progetto?
Puoi parlarci di un alcuni aspetti emersi nel corso dei primi due incontri?
«Gli incontri “Arte per noi” previsti in reale, cioè in presenza, accogliendo quindi un desiderio di confronto diretto e la possibilità di un dialogo frontale devono affrontare la condizione del secondo lockdown, quello attuale. Un percorso nuovamente complesso che vede gli stessi relatori accettare con fatica l’impossibilità di raggiungere Bolzano. La necessità di vivere e passare gli incontri in digitale, all’interno delle piattaforme di Zoom e di YouTube è un’ulteriore e reale esperienza di distanza che rientra nella discussione e nel confronto di “Arte per noi” senza rassegnazione ma con un’analisi che passa dal racconto delle difficili condizioni di lavoro (e di “connessione” relazionale oltre che digitale) all’annullamento di progetti e manifestazioni da tempo programmate. In parallelo il sistema di incontri in digitale permette di valutarne gli inciampi, le difficoltà di accesso e una sorta di timidezza che contraddistingue le reazioni.
Nei primi due appuntamenti, fra gli altri temi, emergono quelli dei bandi, delle residenze e dei premi che risultano essere tra le operatività più significative per un accrescimento culturale formativo e, in parallelo, in tempo di Covid e di silenzio, tra le poche opportunità per proseguire ricerche e, nel tempo, realizzare progetti. Altri temi che emergono sono quelli della stabilità della filiera dell’arte, della necessità di trovare fonti di sostegno che possano accompagnare il sistema nei suoi andamenti irregolari. L’esigenza di confrontarsi in tale direzione con esperienze europee e internazionali, l’importanza di esperienze competitive oltre che di confronto, la possibilità di trovare nuove forme di partecipazione in grado di accogliere le istanze della ricerca contemporanea e in parallelo un processo di accrescimento culturale allargato».
Quali sono le prospettive future del progetto?
«In primo luogo una piccola pubblicazione digitale che restituirà per sintesi gli incontri e i workshop di “Arte per noi”. Strumento aperto a tutti, chi ha seguito gli incontri e chi ne vorrà conoscere temi e relatori, ma anche strumento di riflessione per l’Istituzione.
E poi appuntamento su questo e altri spazi per le iniziative che la Ripartizione Cultura Italiana della Provincia di Bolzano Alto Adige vorrà e potrà mettere in atto facendo dell’attuale esperienza, oltre che dell’emergenza, un’opportunità di cura e di rilancio per la propria comunità creativa. Qualcosa di non scontato di questi tempi…».