01 aprile 2025

Mirtillo Numerus IX: il primo film di Desiderio Sanzi è un viaggio tra inquietudini senza tempo

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Dalla performance alla pellicola, l’artista Desiderio Sanzi approda al mondo del cinema con un film denso di simbolismo e suggestioni pittoriche, tra paure collettive e trasformazione

Desiderio Senzi, Mirtillo numerus IX
Desiderio Senzi, Mirtillo numerus IX

Non è un debutto assoluto nel mondo del cinema ma, in certo senso, sì. Sta di fatto, però, che quello che abbiamo di fronte non è “soltanto” un film, ma il coronamento di un percorso artistico iniziato diversi anni fa e che durante la pandemia ha preso una nuova forma e una diversa destinazione, fino ad approdare al grande schermo. Stiamo parlando di Mirtillo – Numerus IX: il nuovo film realizzato dall’artista Desiderio Sanzi, che è pronto per il debutto sulle piattaforme internazionali, con l’anteprima della pellicola che sarà presentata il 12 aprile 2025 al Teatro Manini di Narni, mentre l’uscita ufficiale del film è prevista per il 20 aprile, quando sarà distribuito sulle principali piattaforme online attraverso il distributore statunitense Filmhub.

Desiderio Senzi, Mirtillo numerus IX

Dopo una lunga esperienza nel cinema documentario, l’artista Desiderio – noto ai più come pittore o performer – debutta nel lungometraggio di finzione con un’opera intensa e visionaria, che mescola suggestioni pittoriche e sperimentazione cinematografica, immergendo lo spettatore in un viaggio tra realtà e allucinazione. Il progetto Mirtillo, in realtà, ha preso vita nel 2023 con il cortometraggio Mirtillo – Numerus I, selezionato in numerosi festival internazionali e disponibile su Amazon FireTV. Ma ora si sviluppa ulteriormente, sfociando in un lungometraggio, con il quale l’artista amplia e approfondisce la narrazione, dando vita a un’opera cinematografica dal forte impatto visivo ed emotivo.

Desiderio Senzi, Mirtillo numerus IX

Con un’estetica che unisce cinema, arte e suggestioni oniriche, Mirtillo – Numerus IX è un film che esplora il confine tra reale e surreale, ponendo interrogativi profondi sull’esistenza, la paura e la trasformazione interiore. Ambientato nell’Europa medievale colpita dalla Peste Nera, il film segue il giovane Andruccio, in fuga dal suo villaggio natale, Coccorone, verso Triora, la leggendaria “città delle streghe”, alla ricerca di una cura. Nel suo percorso incontra personaggi enigmatici e inquietanti, che lo guidano attraverso un mondo sospeso tra storia e mito, in cui i confini tra vita e morte si fanno labili. Un racconto denso di simbolismo, in cui il protagonista affronta non solo la malattia e la paura, ma anche un viaggio interiore che lo porterà a confrontarsi con il suo destino.

Desiderio Senzi, Mirtillo numerus IX

Tutto nasce, però, da un progetto precedente in cui il cinema, forse, non era ancora stato previsto o valutato come forma di espressione da parte dell’artista: era il 2019, quando il mondo (anche dell’arte) era sconvolto e frastornato dai primi effetti della pandemia, portando a riflessioni più intime, che in Desiderio erano sfociate nel (bellissimo) lavoro andato in scena ad Amelia (di cui avevamo anche scritto su queste pagine), all’interno di una chiesa sconsacrata del paesino umbro, dove tra le opere realizzate site specific aveva trovato posto proprio il suo “mirtillo”.

Malebolge

Ma è in quell’atmosfera mistica, nella quale l’artista aveva realizzato anche delle performance dal vivo, che inizia a coltivare la necessità di affrontare un’altra forma di espressione, riprendendo in mano il cinema, già frequentato da Sanzi. «Tutto nasce dall’esperienza ad Amelia – racconta l’artista -, dove quell’incredibile atmosfera unita al momento storico che ha provocato un’approfondita meditazione, ha scatenato qualcosa che mi ha fatto sentire il bisogno di esprimere quello che coltivavo ormai da tempo. Ma oltre alla pittura, che non ho mai abbandonato, ho sentito Il bisogno di approfondire ulteriormente il lavoro, arrivando fino al lungometraggio di oggi, che non rappresenta un cambiamento di destinazione ma solo il completamente di un percorso, visto che tutto quello che ho fatto e che continuo a fare come artista, si rivede e si percepisce anche nel film».

Non si tratta quindi di una nuova forma d’arte per Desiderio, quanto piuttosto la sublimazione di una serie di esperienze, in un mezzo a lui tutt’altro che ignoto. Come regista e artista attivo tra Italia e Cuba, Desiderio Sanzi ha infatti partecipato a importanti eventi internazionali, tra cui la 54ª Biennale di Venezia, la Biennale dell’Avana e la Biennale Fin del Mundo in Cile. Il suo lavoro si muove tra cinema e arti visive, con una ricerca espressiva che supera i confini della narrazione tradizionale. E adesso è pronto alla nuova sfida.

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