Categorie: roma

fino al 3.II.2008 | Giuseppe Gallo / Avish Khebrehzadeh | Roma, Macro

di - 29 Novembre 2007
Avish Khebrehzadeh e Giuseppe Gallo (Rogliano, Cosenza, 1954; vive a Roma): il binomio rientra nella politica espositiva del Macro. Lavori poetici e silenziosi quelli dell’artista iraniana, che debutta con la sua prima personale in un’istituzione museale italiana, e di cui nel 2004 lo stesso Macro aveva acquisito la video-installazione In the Horizon. Vibranti di esuberante ironia quelli di Gallo, esponente della Nuova Scuola Romana di San Lorenzo, a cui il direttore Danilo Eccher rende il giusto tributo nell’ambito di un ampio progetto di valorizzazione dell’arte più specificamente romana. Non a caso prima di lui è stata la volta di Nunzio, Dessì e Pizzi Cannella. Per legittimare e rendere significativa la ragione sociale di Macro, acronimo, appunto, di Museo d’Arte Contemporanea di Roma.
All In è il titolo dell’antologica che ripercorre la carriera dell’artista calabrese a partire dai disegni del ‘79. Le sale Macro, che Gallo chiama “stanze di lavoro”, si riempiono di volta in volta di sculture, installazioni, dipinti e disegni. Tra i lavori più recenti, Memoria retrospettiva, un nucleo di 34 dipinti realizzati con una tecnica antichissima, l’encausto, ricontestualizzata. I pigmenti diluiti con la cera fusa permettono di ottenere trasparenze, nuove combinazioni di forme e colori, una sorta di “informale incontrollabile, da cui però emergono immagini nitide, liberate dalla fantasia, provenienti dal passato”, spiega l’artista. Realizzata per questa mostra è Prismi, una vera e propria foresta di maschere, suggestiva installazione con oggetti rituali e teatrali riferiti alla cultura orientale e a quella occidentale. Colate in bronzo e precedentemente modellate con il gesso, queste maschere si elevano su alti piedistalli che ne seguono il profilo. Provengono da tutti i continenti e includono una vera chicca: due maschere di Pulcinella, scovate a Napoli, che ricalcano il volto del grande Eduardo.

Ovattata l’atmosfera nelle sale Panorama, che ospitano le opere di Avish Khebrehzadeh (Teheran, 1969; vive a Washington), dove lo spettatore è catturato nel vortice di blu di una ventina di dipinti a olio. Non è una scelta simbolica quella dell’artista, semplicemente non ama usare troppi colori nei propri lavori. “I primi disegni erano tendenzialmente bianchi, ora invece mischio blu, marrone, verde e rosso, ottenendo un colore molto scuro che passo sullo strato di gesso della tavoletta di legno, poi pian piano lo elimino” afferma Khebrehzadeh. “Dal pieno al vuoto. Qualche volta ricorro al bianco per dare più luce. Lavori tendenzialmente monocromi, perchè ritengo che il colore sia un qualcosa in più che distrae l’osservatore.”. Laurence Dreyfus, nel testo di catalogo, parla di “opera poetica, proteiforme e inebriante”, con rimandi all’immagine filosofica della Persia, cultura d’origine dell’artista.

Il suo segno è infantile, piuttosto facile e apparentemente ingenuo, ma raffinato e sofisticato, soprattutto nella realizzazione delle video-animazioni. Sia in Solace, So Old, So New -creato per il Macro- che in ILL Affection, ai grandi disegni realizzati a grafite e pastello, pennarello e inchiostro, su carta giapponese trattata con resina e olio d’oliva, seguono i complessi processi di narrazione attraverso l’animazione, con recitazione e musiche. Sono storie dei nostri tempi, di contraddizioni, ricerca d’identità, solitudine e follia, come quella paradossale di ILL Affection, in cui l’amore -l’ossessione- per il proprio cane porta il padrone ad accoltellarlo pur di sentirlo vicino, poterlo coccolare e curare.

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mostra visitata il 16 novembre 2007


dal 16 novembre 2007 al 3 febbraio 2008
Avish Khebrehzadeh / Giuseppe Gallo
MACRo – Museo d’Arte Contemporanea di Roma
Via Reggio Emilia, 54 (zona Nomentana, Porta Pia) – 00198 Roma
Orario: da martedì a domenica ore 9-19
Ingresso: € 1
Cataloghi Electa
Info: tel. +39 06671070400; fax +39 068554090; macro@comune.roma.it; www.macro.roma.museum

[exibart]

Nata a Roma nel 1966, è storica e critica d’arte, giornalista e curatrice indipendente. Con Postcart ha pubblicato A tu per tu con i grandi fotografi - Vol. I (2011), A tu per tu con i grandi fotografi e videoartisti - Vol. II (2012); A tu per tu con gli artisti che usano la fotografia - Vol. III (2013); A tu per tu – Fotografi a confronto – Vol. IV (2017); Cake. La cultura del dessert tra tradizione Araba e Occidente (2013), progetto a sostegno di Bait al Karama Women Center, Nablus (Palestina). E’ autrice anche Taccuino Sannita. Ricette molisane degli anni Venti (ali&no, 2015) e Isernia. L’altra memoria – Dall’archivio privato della famiglia De Leonardis alla Biblioteca comunale “Michele Romano” (Volturnia, 2017).

Visualizza commenti

  • Dobbiamo ricordare che il Macro è un museo di arte contemporanea di Roma.
    Gallo è uno dei migliori artisti che Roma ha prodotto e la mostra non è affatto brutta!
    La linea di Eccher di affiancare la ricerca di giovani artisti, alla storia dei "romani" non è affatto da scartare.

  • in italia è quasi totalmente inutile avere dei musei d'arte contemporanea, se i risultati sono questi. e allora roma potrà anche vantarsi di averne più d'uno, ma se poi li fanno gestire a gente che fa queste mostre, tutto diventa inutile.

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