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Questi momenti di accostamento sono sicuramente stimolanti. Però bisogna chiedersi che ruolo ha l'arte e l'artista in queste operazioni. Rispetto alla performance l'arte assume un ruolo marginale, dire accessorio e scenografico. Non vorrei entrare nelle polemiche anni '70 da decorativismo, ma quanto meno credo che ci si debba porre qualche interrogativo sul ruolo di artista. A detta di tutti il 1900 è una secolo di accelerazione in tanti settori, e questo è valso anche per l'arte: ma l'autoreferenzialità dell'arte contemporanea non vuole ammettere questa "accelerazione", e quindi sembra condannata alla marginalità. Non siamo certo difronte a Damien Hirst che negli anni ' 90 prende il premio Turner a reti unificate in UK. Forse siamo di fronte a colui che ha fatto le coreografie per lo stesso Premio Turner. Ben diverso. La strada non è il pop per come lo intendiamo tutti.
Viviamo una fase pervasa e satura di creativi, creatività e sedicenti "artisti". L'artista, per come comunemente inteso, non si sta rendendo conto di questo, e continua a lavorare nei soliti paramentri della rappresentazione. Questo significa proporre soluzioni spuntate che trovano già nel pubblico gli anticorpi per diventare "acqua fresca".
E l'acqua fresca va anche bene. Ho visto X Factor e i video dietro erano questo: un piacevole bicchiere di acqua fresca, il piatto era giustamente l'esibizione (e grande nevruz direi). Non va bene quando l'acqua fresca diventa pretenziosa perchè significa che non ha consapevolezza di quello che è. Allora molto meglio un Martin Creed o un Tino Sehgal che riescono ad essere più leggeri, e quindi acqua fresca "consapevole", piacevole e non pretenziosa.
Caro Luca Rossi, dici sempre le stesse cose. Non ti accorgi che sei ripetitivo e monotono?
"L'artista, per come comunemente inteso, non si sta rendendo conto di questo, e continua a lavorare nei soliti parametri della rappresentazione".Ma il suo ruolo è anche questo.Se,ad esempio, Taryn Simon avesse fatto la semplice reporter, il significato politico delle sue opere non avrebbe avuto la stessa portata. E' la forza estetica delle sue opere che ne determina lo scarto rispetto all'informazione mainstream. E questa è rappresentazione (non fine a se stessa).No?
francamente ripeto diverse cose, ma questa sulla rappresentazione è una novità. In ogni caso ripetere puòà essere utile.
Non ha senso parlare di ruolo dell'artista nella società dell'iperspettacolo. Oggi il concetto di arte si manifesta e si confonde, proprio nella ricezione della cultura di massa. (la cultura dell'intrattenimento). In questa babele di immagini, si fruisce di tutto e tutto viene confuso, omologato e digerito nel ventre multimediale: arte, pubblicità, cinema, teatro, zapping, ciberrpank e altre espressioni reative. L'arte contemporanea, anche quella più innovativa, si presenta in catene, appare impotente e moribonda, perchè, ha perso proprio la carica di raccontare il mondo e di influenzre la realtà.
Salve , mi chiamo Rudy Cremonini,
X factor, nella scorsa edizione , utilizzò un video per lo sfondo, dove veniva ripreso il mio lavoro.
Non seppi niente finché non lo vidi in televisione durante il programma. Non mi sembra carino.
Rudy Cremonini
link x factor
http://www.youtube.com/watch?v=QsDyvU51p2U
link del mio lavoro anno 2007
http://www.rudycremonini.com/2007.html