La pittura di
Scott Grodesky (Warren, Ohio, 1968) è percorsa da un evidente intento sociale. In essa, le tematiche umane si snodano in tutta la loro molteplicità. I volti e i corpi rappresentati, sebbene siano soggetti familiari che ritraggono la moglie Sara e i figli, possono in realtà divenire la metafora della quotidianità, in grado di racchiudere ed esprimere l’umanità intera. La città, con i suoi imponenti grattacieli, rievoca anch’essa luoghi noti all’artista: la metropoli di Manhattan e il Queens. Ma non solo, perché la città nel suo concetto primario rappresenta l’elemento di coesione, la società stessa.
Colpisce la prospettiva sfalsata, dove anche le figure sembrano coinvolte in una trasformazione capace di rendere le forme volutamente sproporzionate. I colori sgargianti penetrano l’intimità dell’animo.
Le pennellate lasciano intravedere il tratto a matita che persiste come elemento di costruzione di tutto il quadro, e da questo contrasto traspare la creazione iniziale dell’opera.
L’arte di Grodesky, in questa
Bouncing Aroud the Sun, può ricordare i murales messicani e i dipinti pre-rinascimentali o bizantini. Egli stesso si paragona al monaco russo e pittore di icone
Andrej Rublev. Del resto, gran parte della sua pittura è intrisa di un intento teologico che emerge soprattutto in
Manchild, dove l’uomo che porta sulle spalle un bambino rievoca San Cristoforo, il portatore di Cristo. Immagine che viene reinterpretata e decontestualizzata: l’ambiente è infatti quello della metropoli, con il fumo che avvolge e cela l’uomo dalle fattezze di un gigante e il bambino che lo abbraccia con struggente dolcezza.
Redevelopment è un’opera estremamente significativa. Dalle grandi dimensioni, ritrae due scene differenti. Da un lato, la famiglia armoniosamente riunita attorno alla tavola, coi bambini che giocano allegri e spensierati; dall’altro, un cantiere dove alcuni operai lavorano fra le macerie della città. Si tratta di due realtà diverse, però non dissonanti, che al contrario si completano l’un l’altra nelle diversità che le caratterizzano. C’è inoltre un elemento che le accomuna, l’arcobaleno che compare in entrambe le scene: sulla maglia della bambina, nel gioco del bambino, accanto ai grattacieli che si trovano ai margini della città distrutta. Un simbolo di rinascita e speranza.
Quella di Grodelsky è una pittura che descrive la vita nelle sue pieghe e sfaccettature. Che penetra e narra la psicologia più intima dell’uomo. Così come rievoca la felicità della famiglia, allo stesso modo fa emergere la fatica dell’operaio. D’altronde, i dipinti sono carichi di sentimento. Lo si evince dalle espressioni dei volti, dagli abbracci fra adulti e bambini, nella coesione della famiglia, nel lavoro che diviene collaborazione.
Un’arte che racchiude in sé l’essenza della vita, rendendola tattile, viva, estremamente percepibile.