Create an account
Welcome! Register for an account
La password verrà inviata via email.
Recupero della password
Recupera la tua password
La password verrà inviata via email.
-
- container colonna1
- Categorie
- #iorestoacasa
- Agenda
- Archeologia
- Architettura
- Arte antica
- Arte contemporanea
- Arte moderna
- Arti performative
- Attualità
- Bandi e concorsi
- Beni culturali
- Cinema
- Contest
- Danza
- Design
- Diritto
- Eventi
- Fiere e manifestazioni
- Film e serie tv
- Formazione
- Fotografia
- Libri ed editoria
- Mercato
- MIC Ministero della Cultura
- Moda
- Musei
- Musica
- Opening
- Personaggi
- Politica e opinioni
- Street Art
- Teatro
- Viaggi
- Categorie
- container colonna2
- container colonna1
24
giugno 2008
fino al 6.VII.2008 Roberto Sambonet Torino, Palazzo Madama
torino
Oggetti di design, celebri in tutto il mondo. Ma anche ritratti, disegni di malati di mente, manifesti, studi sulla luce, organismi e minerali. La Torino capitale mondiale del design segna un altro punto...
Di Roberto Sambonet (Vercelli, 1924 – Milano, 1995) si conosce prevalentemente il percorso nell’ambito del design. Risulta dunque quanto mai opportuna questa ampia rassegna antologica che presenta l’intera ricerca, ponendo in evidenza anche il lavoro pittorico e quello grafico. La rassegna, inserita nel programma di Torino World Design Capital, divisa in due sezioni, non poteva trovare una sede più adeguata di Palazzo Madama, a un anno dalla riapertura al pubblico nello splendore del suo patrimonio artistico e architettonico.
La prima sezione, Altri Mondi: gli incontri, i viaggi, le collezioni, sottopone allo spettatore il percorso formativo di Sambonet, che trova nel viaggio la sua componente fondamentale. Viaggio come pre-testo, come scambio di esperienze, contatto con altre culture, confronto con una molteplicità di situazioni: Svezia, Cina, Tailandia, Messico, Perù, ma soprattutto Brasile, che, tra il 1948 e il 1953, costituisce una sorta di iniziazione.
Qui, infatti, a lui, giovane pittore, si schiude un universo sconosciuto, ricco di stimoli creativi: la cultura autoctona degli indio, la natura originaria, ma soprattutto l’incontro con i malati di un ospedale psichiatrico, che diviene il territorio d’indagine del complesso fenomeno del disagio mentale e dà vita a un interessante ciclo di disegni di volti, alcuni dei quali visibili in mostra, raccolti nel volume Della Pazzia.
La seconda sezione, L’avventura del fare: l’itinerario del progetto, esamina la trascrizione graduale della realtà nell’opera, disegni, dipinti e oggetti il cui denominatore comune è la semplicità essenziale, una progettazione che si fonda su alcuni temi ricorrenti: la luce, il mare, la natura. Della luce è soprattutto importante il fenomeno della rifrazione, del mare la superficie, il movimento delle onde, la forma dell’acqua, della natura la sua essenza di organismo, “che non deve essere imitata, ma essere presa come esempio per andare oltre”. In essa si incontrano infatti “geometrie” semplici ed efficaci, che si trasformano in progetti nei quali la memoria e il presente, l’antico e il moderno si amalgamano, dando vita a nuove realtà.
Tutto questo lo spettatore riesce a cogliere osservando le opere, allestite in modo molto opportuno, dai Ritratti, nei quali l’attenzione si concentra sulla dimensione interiore della persona, alle Kleeiadi, non solo omaggio a Klee, ma anche rielaborazione personale del segno, alle Superfici del mare, metafora dell’assoluto naturale e spirituale, agli Studi per ricerca cromatica, nei quali Sambonet analizza la luce e le combinazioni dei colori, agli Organismi e minerali, frutto di una approfondita indagine sulle strutture della realtà.
Fino a giungere agli oggetti di design, risultante di una sintesi massima: bicchieri, brocche, posate, posacenere, piatti, pentole. Su tutti, la Pesciera, capolavoro di armonia e funzionalità.
La prima sezione, Altri Mondi: gli incontri, i viaggi, le collezioni, sottopone allo spettatore il percorso formativo di Sambonet, che trova nel viaggio la sua componente fondamentale. Viaggio come pre-testo, come scambio di esperienze, contatto con altre culture, confronto con una molteplicità di situazioni: Svezia, Cina, Tailandia, Messico, Perù, ma soprattutto Brasile, che, tra il 1948 e il 1953, costituisce una sorta di iniziazione.
Qui, infatti, a lui, giovane pittore, si schiude un universo sconosciuto, ricco di stimoli creativi: la cultura autoctona degli indio, la natura originaria, ma soprattutto l’incontro con i malati di un ospedale psichiatrico, che diviene il territorio d’indagine del complesso fenomeno del disagio mentale e dà vita a un interessante ciclo di disegni di volti, alcuni dei quali visibili in mostra, raccolti nel volume Della Pazzia.
La seconda sezione, L’avventura del fare: l’itinerario del progetto, esamina la trascrizione graduale della realtà nell’opera, disegni, dipinti e oggetti il cui denominatore comune è la semplicità essenziale, una progettazione che si fonda su alcuni temi ricorrenti: la luce, il mare, la natura. Della luce è soprattutto importante il fenomeno della rifrazione, del mare la superficie, il movimento delle onde, la forma dell’acqua, della natura la sua essenza di organismo, “che non deve essere imitata, ma essere presa come esempio per andare oltre”. In essa si incontrano infatti “geometrie” semplici ed efficaci, che si trasformano in progetti nei quali la memoria e il presente, l’antico e il moderno si amalgamano, dando vita a nuove realtà.
Tutto questo lo spettatore riesce a cogliere osservando le opere, allestite in modo molto opportuno, dai Ritratti, nei quali l’attenzione si concentra sulla dimensione interiore della persona, alle Kleeiadi, non solo omaggio a Klee, ma anche rielaborazione personale del segno, alle Superfici del mare, metafora dell’assoluto naturale e spirituale, agli Studi per ricerca cromatica, nei quali Sambonet analizza la luce e le combinazioni dei colori, agli Organismi e minerali, frutto di una approfondita indagine sulle strutture della realtà.
Fino a giungere agli oggetti di design, risultante di una sintesi massima: bicchieri, brocche, posate, posacenere, piatti, pentole. Su tutti, la Pesciera, capolavoro di armonia e funzionalità.
tiziana conti
mostra visitata il 17 aprile 2008
dal 7 aprile al 6 luglio 2008
Roberto Sambonet – Designer, Grafico, Artista
a cura di Enrico Morteo
Museo Civico d’Arte Antica – Palazzo Madama
Piazza Castello – 10124 Torino
Orario: da martedì a domenica ore 10-18; sabato ore 10-20
Ingresso: intero € 7,50; ridotto € 6
Info: tel. +39 0114433501; palazzomadama@fondazionetorinomusei.it; www.palazzomadamatorino.it
[exibart]