Sfata il mito della giovinezza come perfezione e fa vedere come anche un bambino non incarni in sé la bellezza assoluta. Si scaglia così contro la frenesia contemporanea di inseguire la perfezione a tutti i costi. Affronta direttamente quindi anche il tema dell’ingegneria genetica come fonte in futuro dell’eterna giovinezza, mostrandoci i risultati di manipolazioni che nemmeno esse portano ad alcuna bellezza sublime.
Allo Studio d’Arte Raffelli di Trento l’artista londinese presenta alcuni lavori di grandi dimensioni, due installazioni di cinque oli su tela di diverse misure e una serie di acquarelli su carta. Protagonisti sono sempre i bambini, ritratti da vicino e frontalmente come nelle foto di famiglia. Gli sfondi sono monocromi e molto chiari: di un freddo bianco ghiaccio o di un tenue bianco miele. La pelle diafana e i capelli, che spesso sono chiarissimi, si confondono quasi con essi; mentre gli occhi di un blu inteso contrastano questo colore neutro. Altre volte risalta il rosso e il blu delle camicie, oppure i capelli sono corvini e le magliette nere. Scorgere bambini in una atmosfera eterea vestiti con magliette scure risulta inusuale, visto che siamo abituati a vederli con felpe dai colori vivaci e dai disegni divertenti. Ma le magliette all black non sono le uniche cose a colpire lo sguardo negli oli di Rielly. In ogni suo ritratto infatti c’è qualche cosa che disturba e che rende il risultato strano e anormale. Si tratta di particolari e dettagli: lo sguardo intenso e crudele di Halfway; gli occhi poco svegli e tonti del ragazzo che indossa un naso da maiale, i capelli neri lunghi sotto la vita che coprono il volto enigmatico della fanciulla di Bold boy in a wig. Sono ancora le imperfezioni fisiche che siamo preparati a veder su riviste di pediatria, piuttosto che negli album di famiglia. Vediamo infatti in Tourist un bambino con un occhio completamente chiuso e tumefatto da chissà quale congiuntivite virale, la patina bianca sulla lingua e il corpo magro e rachitico di due bambini degli acquarelli. A queste anomalie fisiche che rientrano in patologie conosciute si aggiungono anche altre mutazioni. Sono protagonisti delle tele anche un bimbo con due paia di occhi, disposti uno sopra l’altro, e il ragazzo di Tricky visto di profilo con due nasi, uno innestato sull’altro, mentre tutte le altre parti del loro viso sono completamente normali: sono i risultati irreali della modificazione genetica di Rielly.
Mariella Rossi
dal 1 giugno 2002 al 31 luglio 2002
orari: 10-12:30 17-19:30 escluso lunedì e domenica
catalogo bilingue (italiano e inglese)
Studio d’Arte Raffaelli
via Travai, 22, I – 38100 Trento
tel. +39.0461.982595
fax +39.0461.237790
e-mail: studioraffaelli@tin.it[exibart]
Visualizza commenti
james rielly si conferma un grande interprete della pittura contemporanea, mostra bellissima.