Nasce in provincia, ma con l’ambizione di portarvi opere di qualità e artisti di livello internazionale. È la galleria Atlantica, uno spazio nuovo di zecca dedicato all’arte contemporanea. A caratterizzarlo non è l’ampia superficie espositiva o le attrezzature tecnologiche di cui sono dotate le sale, ma l’atmosfera accogliente, che invita a soffermarsi oltre la visione delle opere esposte, con tanto di divani e zona bar per parlare di arte fino a tarda notte.
La galleria conta su una proposta di artisti affermati, con nomi del calibro di
Mimmo Paladino,
Daniel Spoerri e
Jannis Kounellis, e sembra pronta a scommettere sulla più giovane
Shinko Okuhara, a cui verrà dedicata una mostra all’inizio del 2009.
Spetta a
Piero Gilardi (Torino, 1942) l’onore dell’inaugurazione. Sono molti i “tappeti natura” presentati, tre di fine anni ‘60 e una più nutrita serie di lavori recenti, come i suggestivi
Frutto di banano caduto e
Preannuncio di neve. La ricerca di Gilardi ruota intorno alle possibilità relazionali e interattive dell’arte, contrastandone l’autoreferenzialità che la offre alla vista come qualcosa di esclusivamente contemplabile. I suoi primi tappeti in poliuretano espanso affrontavano direttamente la necessità di togliere l’arte dal suo piedistallo, collocandola radicalmente a terra, facendone una superficie calpestabile, qualcosa da porre non più solo dinanzi agli occhi, ma addirittura sotto i piedi.
Il soggetto naturale ha creato un sorta di ulteriore cortocircuito. La natura restituita con un materiale artificiale, con scorci pittoreschi e visibilità più accattivante, più che rappresentazione del reale ne appare il superamento. Nei tappeti natura, la mimesi si fa cosmesi, abbellendo ed estremizzando forme e colori dei frammenti di terreno rappresentati. Il sottobosco, un greto di fiume, una spiaggia raffigurati vivono di questo paradosso, sono habitat inabitabili, ecosistemi privi di vita, mondi perfetti la cui palese artificialità urta contro la fedeltà che ne riproduce il soggetto, rappresentando, come ha osservato
Ettore Sottsass jr, “
l’anticipazione della morte della natura vera”.
Un paradossale contrappasso, che dalla trasposizione dell’arte a uno spazio del vissuto, come parte della scena domestica, ritorna a proporre una natura artificiale e estetizzata, rimarcando dal lato della rappresentazione la stessa frattura che si vorrebbe ricucire da parte del fruitore.
Tra le opere più recenti presentate in galleria, oltre ai tappeti natura, tra i quali si segnalano il grande trittico
Il prato nel parco e
La barriera corallina proveniente dalla Galleria Civica di Modena, è per la prima volta esposta la scultura interattiva
Boschi nordici, che affianca un bosco innevato di larici a uno di betulle estivo, immersi in colonne sonore ambientali associate ai due diversi scenari. Imbrigliando anche le voci del paesaggio nel contraddittorio rapporto fra natura e artificio.